
Assemblea davanti alle portinerie
dello stabilimento di Genova Cornigliano, in vista dello
sciopero del 20 ottobre, dei lavoratori di Acciaierie d’Italia
che chiedono investimenti per far ripartire la siderurgia
italiana e interrompere la cig, come scritto nello striscione ‘Basta Cassa’ sostenuto dagli operai. Una mobilitazione forte e,
soprattutto, unitaria, “La cosa più importante – spiega Armando
Palombo, coordinatore rsu Fiom Cgil – è che tutti i lavoratori e
tutte le sigle sindacali sono unite nel portare questa protesta
a Roma. Siamo di fronte a una partita molto importante di una
vertenza lunga almeno 4 anni e andiamo a Palazzo Chigi per
sollecitare il governo che, come quelli precedenti, per troppo
tempo è stato silente. Non voglio pensare che il silenzio sia
complice di questa realtà. Di fatto gli impianti si stanno
spegnendo e vogliamo dare un segnale”.
“Quello che si percepisce è un abbandono totale, una politica
industriale totalmente assente – ha aggiunto Nicola Appice,
coordinatore rsu di Fim Cisl – e quindi l’idea è di andare a
dare una svegliata a chi dovrebbe prendere decisioni, e ancora
non le prende. Siamo arrivati veramente a un punto di non
ritorno”.
“Bisogna ‘togliere le chiavi’ a questa multinazionale che non
è venuta ad investire in Italia – conclude Fabio Ceraudo, rsu
Usb – ma che è venuta a spegnere l’industria siderurgica
italiana, cosa inaccettabile. Il governo deve entrare al più
presto nella governance, con il 60%, per evitare che diventi un
problema sociale, visto che già adesso ogni giorno si rischia di
perdere la vita in fabbrica”.
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Fonte Ansa.it