
“Alla procuratrice generale di Sion
Béatrice Pilloud chiederemo tra l’altro una estensione della
catena di responsabilità per le omissioni che ci sono state per
quanto riguarda i controlli”. Alessandro Vaccaro, legale della
famiglia di Emanuele Galeppini (il ragazzo genovese di 16 anni,
campione di golf, morto nella strage di Crans-Montana) sarà
presto a Sion assieme al collega di Ginevra Matteo Pedrazzini
per esaminare gli atti relativi all’incendio scoppiato
all’interno del lounge-bar Le Constellation la notte di
Capodanno.
“Abbiamo già chiesto l’accesso agli atti e ci costituiamo
parte civile”, un atto possibile anche in questa fase del
procedimento secondo la legge svizzera. “Una volta che saremo
parte processuale e avremo gli atti vedremo per esempio quali
sono stati i primi rilevamenti effettuati dalla polizia – ha
detto Vaccaro -. Ma non so cosa ci daranno, perché secondo la
legge svizzera gli atti che ci verranno dati riguarderanno solo
la nostra posizione”. Tutto questo in attesa dell’autopsia sul
corpo di Emanuele che, ricorda Vaccaro “era assolutamente
integro. Aveva solo le scarpe sporche di fuliggine, ma aveva con
sé documenti e cellulare. Non si comprende il motivo per cui non
è stato identificato subito”.
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Fonte Ansa.it