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Caritas, sempre più genovesi si impoveriscono lavorando

Sono sempre di più i genovesi che
si impoveriscono lavorando, nel capoluogo ligure una persona su
quattro vive in condizioni di vulnerabilità economica e quasi il
10% della popolazione rinuncia alle cure mediche per motivi
economici. È l’allarme lanciato dalla Caritas Diocesana di
Genova nel rapporto sulla povertà rilevata dai centri di ascolto
vicariali della Diocesi nel 2025.
    Sono oltre 4.500 le persone incontrate nel 2024 dai centri di
ascolto attivi a Genova, il 56% donne, il 44% uomini. Il 24%
delle persone seguite ha meno di 35 anni, il 47% va dai 35 ai
55, il 23% ha tra i 55 e i 65 anni, in piena età lavorativa
quindi. Non sono solo persone disoccupate ma la Caritas segnala “una crescita dei lavoratori poveri che non riescono ad
affrontare le spese quotidiane”.
    “La casa e la sanità sono due fattori di impoverimento sempre
più incisivi che riguardano questi lavoratori e le loro famiglie
– sottolinea l’ente – ma anche le persone anziane, il 6% di chi
chiede aiuto, spesso sole e senza relazioni, oltre che in
difficoltà economiche”.
    “Molti redditi a Genova sono insufficienti per poter vivere
dignitosamente – denuncia la Caritas -. Il lavoro è dignità. È
il fondamento della nostra Repubblica e la via attraverso cui
ogni persona partecipa all’edificazione della società e
costruisce il suo futuro. Oggi però, sempre più persone pur
lavorando rischiano l’indigenza”.
    A queste persone e famiglie da novembre 2025 Caritas Genova,
CEF Commissione Emergenze Famiglia, FAU Fondazione Anti Usura S.
    Maria del Soccorso, ACLI e Società Operaie Cattoliche dedicano
il ‘Progetto Rut-Fondati sul lavoro’ che intende offrire non
solo un sostegno economico ma anche un ponte di solidarietà tra
chi è in difficoltà e chi desidera aiutare. Il progetto nasce
per sostenere chi lavora ma il cui reddito non è sufficiente per
poter far fronte alle spese ordinarie e straordinarie.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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