
Tre ore per clonare tutti i
dati: tanto è durata la copia forense sul contenuto dei telefoni
in uso a Roberto Toson (47 anni) e suo figlio Mattia (22)
arrestati il 18 luglio scorso con l’accusa di avere assassinato
il 19enne Thomas Bricca con un colpo di pistola alla testa la
sera del 30 gennaio scorso nel centro storico ad Alatri. La
copia dei dati è stata effettuata a Roma nella caserma del
Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dei carabinieri.
Sono state estrapolate le chiamate in arrivo ed in partenza, i
messaggi whattsapp ed sms, le foto ed i contenuti social. Tutto
verrà analizzato nel dettaglio per verificare se ci sia
materiale utile alle indagini sul delitto. I due smartphone
sotto esame sono quelli in uso a padre e figlio dopo l’omicidio:
Mattia aveva sostituito l’apparecchio sequestratogli dai
carabinieri, il padre quello che si era rotto spaccando la
legna. La famiglia del 19enne, attraverso l’avvocato Marilena
Colagiacomo ha nominato come consulente l’ingegner Marco Zanaro.
I due Toson, a differenza dei precedenti esami, non hanno
nominato consulenti.
Per la Procura di Frosinone l’ipotesi privilegiata resta quella
che Thomas non fosse il vero bersaglio dell’agguato ma il suo
amico Omar che indossava un giubbino dello stesso colore; Mattia
è accusato di avere sparato, il padre di averlo portato sul
luogo del delitto.
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Fonte Ansa.it