
Una 48enne dipendente di Poste
Italiane, impiegata presso il centro di smistamento di Padova, è
stata arrestata mentre una sua collega è stata denunciata per
una serie di sottrazione di denaro, anche falso, e altro
materiale che passava nei loro uffici. L’operazione è stata
portata a termine dal Nucleo Operativo Antifalsificazione
Monetaria Carabinieri di Roma, supportati dai militari del
Nucleo Investigativo dell’Arma di Padova, coordinati dalla
procura euganea. La donna è stata fermata dai militari al
termine del suo turno di servizio e perquisita trovandola in
possesso di due banconote, una da 20 euro risultata falsa e una
da 50 euro invece buona, che aveva appena sottratto da plichi
postali, spediti con raccomandate. Contemporaneamente i
carabinieri hanno controllato un’altra impiegata della stessa
struttura che è stata accusata di peculato continuato. Nelle
perquisizioni domiciliari, gli investigatori hanno trovato
biglietti augurali, missive, gadget e 680 euro in banconote di
vari tagli, presumibilmente sottratti dalla corrispondenza.
L’attività segue l’alert dato a luglio 2025 dal Centro
Nazionale di Analisi della Banca d’Italia di Roma, dopo che
erano state fatte segnalazioni di raccomandate inviate dalle
filiali del triveneto del gruppo bancario Intesa San Paolo dalle
quali erano sparite banconote false che erano state però censite
nei relativi verbali di ritiro. Considerando la progressiva
evoluzione del fenomeno il reparto specializzato dell’Arma ha
avviato un’indagine con il supporto dell’ufficio “Fraud
Management e Security Intelligence” di Poste Italiane.
L’attività ha così consentito di focalizzare il punto di
compromissione nel centro di smistamento di Padova, principale
snodo dei flussi postali per l’intero Triveneto, e di puntare i
sospetti sulle due impiegate. Nel corso delle indagini sono
stati accertati 35 episodi di sottrazioni di banconote dai
plichi postali destinati alla Banca d’Italia e decine di
aperture di plichi ordinari.
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Fonte Ansa.it