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Una sorta di lotteria dove non vince nessuno, ma perdono tutti i Disabili

PRESI IN GIRO,NUOVAMENTE

L’aumento delle pensioni di invalidità ti spetta? Solo se non sei sposato e pesi su mamma e papà

Molte persone disabili, verificando sul sito Inps il proprio cedolino pensione, si sono accorte che la maggiorazione non c’è stata e non è stato riconosciuto l’importo che ci si aspettava.La sentenza N. 152 del 23 giugno-20 luglio 2020, insieme a alla Circolare Inps 107 del 23 settembre 2020 stabilisce che hanno diritto all’incremento previsto dall’articolo 38, comma 4, della legge 448/2001 anche invalidi civili totali o sordi o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità previdenziale (legge 222/1984) dai 18 ai 60 anni: l’incremento consente di arrivare ad una erogazione complessiva pari a euro 651,51, per tredici mensilità.
Tutto bene fin qui, sembrerebbe, e invece no.
Innanzitutto non si tratta di un aumento, ma di un incremento, il che significa che ci sono dei limiti reddituali, che si aggiungono al requisito di inabilità e disabilità civile totale, oltre i quali non si avrà diritto alla maggiorazione.
L’incremento massimo spetta solo al disabile che abbia reddito pari a zero, qualsiasi altro reddito personale, o da coniugato, diminuisce l’incremento fino ad azzerarlo
I limiti sono già indicati dalla sentenza: “I limiti reddituali che consentono di usufruire del beneficio sono rispettivamente: per l’anno 2019 euro 8.442,85 per il pensionato solo ed euro 14.396,72 per il pensionato coniugato e per l’anno 2020 euro 8.469,63 per il pensionato solo ed euro 14.447,42 per il pensionato coniugato”.
; e invece anche qui c’è un intoppo.
Vediamo un esempio concreto, con le varie possibilità:
1 – Se io sono una persona disabile civile totale o inabile al lavoro che non percepisce reddito, e non sono coniugato, avrò l’incremento massimo tale da fare arrivare la pensione a 651€ mensili.
Anche se, per assurdo, sono convivente, in una coppia, o con i genitori (il limite reddituale infatti è personale o da coniuge, non del nucleo famigliare, come accade con i valori Isee).
2 – Sono singolo, autonomo ma percepisco reddito oltre la pensione: in questo caso mi spetterà l’aumento tale da far arrivare la somma della pensione più il personale reddito al limite di 8.469,63.
Esempio. Il reddito personale è di 2.500 euro/anno, la pensione già percepita è 3.728,53 euro/anno. (Valore identico per tutti coloro che sono invalidi totali), risultato: l’incremento mensile della pensione a cui si ha diritto è di 172 euro.
3 – Sono coniugato, ho reddito personale pari a zero (non lavoro), ma il mio coniuge ha redditi personali derivanti da lavoro part-time, vale lo stesso discorso del punto precedente, cambia solo il limite di 14.447,42 euro.
Sì, perché se sei sposato e tuo marito/moglie lavora, allora non hai diritto a nulla, o al massimo alle briciole, mentre se sei ancora a vivere con i genitori allora hai l’aumento, ma anche se solo convivi di fatto con qualcuno hai l’aumento.
A voler essere realisti, si avrà diritto a un aumento di una pensione che comunque rimane ridicolo, ed è ben poca cosa rispetto a ciò di cui avrebbe bisogno una persona affetta da disabilità grave,DATO CHE IN MEDIA OGNI ANNO SI PAGA IL TICKET FARMACEUTICA  CIRCA 1000 Euro
Avrebbe senso il contrario, ovvero aiutare e incentivare, anche con questo minimo aumento di pensione, chi con coraggio decide di prendere in mano la propria vita, creandosi una certa autonomia e una famiglia viene penalizzato ulteriormente. Altrimenti perché si conterebbe il reddito da singolo e da coniugato
Come a suggerire: “Non lavorare, non sposatevi, continuate a farvi assistere da mamma e papà…

”Infine: “Nessuno di noi vuole essere un peso per gli altri, ma ciascuno ha anche diritto di avere una famiglia, un lavoro, se lo desidera, senza vedersi decurtare il famoso l’incremento della pensione, o peggio la pensione stessa”.
La nostra una guerra tra poveri,continua “QUANDO FINIRA?” o tra disabili di serie A e serie B, la vita è già in salita.FINITELA

n.b.da il fatto quotidiano

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