
“Noi presidi romani non possiamo non
esprimere con grande fermezza la nostra indignazione, civile e
professionale, di fronte ad un triste, ripetitivo fenomeno,
tipicamente italiano e in gran parte romano” delle occupazioni,
che solo negli ultimi anni “ha causato centinaia di migliaia di
euro di danni a strutture scolastiche di scuole superiori, senza
che siano mai stati individuati i responsabili. A ciò si
aggiunge il particolare impegno che queste situazioni comportano
per dirigenti scolastici e per i docenti che li affiancano, i
quali insieme – consapevoli delle proprie responsabilità –
impegnano il loro tempo per giorni e settimane, in condizioni di
altissimo stress, in estenuanti trattative con piccoli gruppi di
studenti: sono infatti sempre in pochi a impedire il diritto
allo studio della maggior parte degli studenti, anche con
spaccature evidenti e dichiarate all’interno delle
scuole”. Così in una lunga lettera l’Associazione nazionale
presidi di Roma e del Lazio. “Tutto questo è ancor più
inaccettabile a fronte di dirigenti scolastici e docenti
disponibili all’ascolto e pronti a definire spazi e modalità per
la partecipazione e l’iniziativa degli studenti, nei limiti di
quanto prevede la normativa scolastica.
Da anni noi presidi romani chiediamo, inascoltati, un intervento
decisivo delle autorità competenti al fine di individuare le
esigue minoranze che ledono i diritti della maggioranza degli
studenti.
Nelle situazioni di illegalità diffusa, di confusione
incontenibile, di totale irresponsabilità che si creano durante
le occupazioni, la presenza di eventuali infiltrati rende ancora
più pressante la necessità di intervenire per impedire lo
scempio del vivere civile che deve caratterizzare ogni
istituzione scolastica e, paradossalmente, a tutela stessa degli
occupanti”, affermano Cristina Costarelli presidente Anp Lazio e
Mario Rusconi, presidente Anp Roma.
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Fonte Ansa.it