
Il tifo a Bologna è tantissimo, ma
non è solo lì. Per l’Italia e Flavio Cobolli in particolare c’è
una circolo, più di altri, che ci tiene al tennista romano che
ieri ha superato il belga Bergs in una battaglia che si è chiusa
17-15 al tie-break del terzo set. “E’ grande motivo d’orgoglio
per noi – racconta il presidente del Tc Parioli, dove Cobolli è
cresciuto, Paolo Cerasi -. Lo è per tutti i soci e non solo,
perché per noi Flavio non è solamente un talento ma è un esempio
di dedizione anche per gli atleti che lo hanno visto crescere
allenandosi col papà Stefano. Un vero e proprio modello”.
E per la finale di domani, come successo già per le
precedenti gare in Coppa Davis, i divanetti del Parioli saranno
tutti in prima fila davanti alle tv per continuare a seguirlo.
“Molti degli amici che ha qui al circolo sono saliti a Bologna,
perché lui ha un legame fortissimo con tutti loro – racconta
ancora Cerasi -. Noi che siamo a Roma faremo il tifo da qua
perché è un campione fuori e dentro il circolo che frequenta da
quando ha cominciato a giocare nel 2009. Con noi ha fatto anche
le finali di A1 contro l’Aniene dove c’erano i fratelli
Berrettini”.
“Qui si sente a casa – così il n.1 del Parioli definisce il
circolo per Flavio -, anche se a Roma sta pochissimo come può
passa. Pensate che l’ultima volta aveva in auto i fiori per la
fidanzata, ma prima di andare da lei è venuto a salutarci”. Non
a caso è stato eletto socio onorario del circolo, come campioni
del calibro di Adriano Panatta, Nicola Pietrangeli e Roberta
Vinci.
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Fonte Ansa.it