
Applausi alla fine del primo atto di
Lohengrin, il capolavoro di Wagner diretto da Michele Mariotti
con la regia di Damiano Michieletto che apre oggi la nuova
stagione del teatro dell’Opera di Roma.
L’inaugurazione assume un significato particolare proprio per
il ritorno nella capitale dopo cinquant’anni del mastodontico
lavoro in tre atti – quattro ore e mezzo compresi due intervalli
– del compositore tedesco. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che è presidente del Consiglio di indirizzo della fondazione
musicale, assiste alla rappresentazine nel palco presidenziale
con il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi che nel
pomeriggio in una lettera al sovrintendente Francesco Giambrone
ha augurato “buona fortuna per la Prima a tutti voi, agli
artisti, ai lavoratori e agli appassionati dello splendido
Teatro da te guidato. Viva il Costanzi! Viva la grande Opera!”.
In platea e nei palchi hanno preso posto esponenti della
politica, della cultura e dello spettacolo, dall’ambasciatore
della Federazione Russa in Italia Aleksej Paramonov all’attrice
australiana Toni Collette con il ballerino Benjamin Pech (étoile
dell’Opéra di Parigi), i registi Marco Bellocchio e Roberto
Andò, i compositori Giorgio Battistelli, Silvia Colasanti e
Lucia Ronchetti.
La messa in scena pensata da Michieletto, al debutto
registico con Wagner, punta a creare “un corto circuito tra uno
spazio astratto e i personaggi cercando di restituire umanità,
psicologia, sofferenza, desiderio, dolore, caratteristiche che
li rendono teatrali e umani”. Ambientazione senza tempo, costumi
contemporanei, potente uso di luci e l’effetto speciale
suggestivo del fuoco sul braccio dello sconfitto nel duello.
Anche Michele Mariotti, alla sua quarta apertura di stagione
dell’Opera di Roma, si confronta per la prima volta con un
titolo wagneriano. Sul palco un cast internazionale di voci, dal
tenore Dmitry Korchak, nel ruolo principale, a Jennifer Holloway
(Elsa), Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómasson
(Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei
Bondarenko (Der Heerrufer). Il coro è diretto da Ciro Visco. Le
scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di
Alessandro Carletti.
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