
In un mondo dove il pianeta e i più
vulnerabili sono “messi in pericolo dallo sfruttamento
sconsiderato” sia di persone che di risorse, scienza e fede sono
chiamati ad una responsabilità condivisa: quella di tutelare il
Creato e coloro che lo abitano. Al contempo, entrambe devono
affrontare la “minaccia” insidiosa della negazione
dell'”esistenza stessa della verità oggettiva”. Proprio per
questo, “l’adesione della Chiesa a una scienza rigorosa e onesta
non è solo preziosa, ma essenziale”.
Lo dice Papa Leone nell’udienza ai membri della Vatican
Observatory Foundation, organizzazione no profit con sede a
Tucson, in Arizona (Usa) che sostiene finanziariamente e
promuove le attività scientifiche ed educative della Specola
Vaticana, “un’istituzione preziosa dello Stato della Città del
Vaticano al servizio della Santa Sede e della Chiesa
universale”.
Nel suo discorso in inglese, Papa Leone si dice “profondamente grato” per il “fedele e generoso sostegno” della
Vatican Observatory Foundation alla Specola Vaticana che 135
anni fa proprio Papa Leone XIII volle rifondare affinché “tutti
potessero vedere chiaramente che la Chiesa e i suoi pastori non
sono contrari alla scienza vera e solida, sia essa umana o
divina, ma che la accolgono, la incoraggiano e la promuovono con
la massima dedizione”.
Era infatti un’epoca in cui “la scienza veniva sempre più
presentata – ricorda – come una fonte di verità rivale alla
religione”; quindi “la Chiesa sentì l’urgente necessità di
contrastare la crescente percezione che fede e scienza fossero
nemiche”. Oggi, invece, scienza e religione devono affrontare “una minaccia diversa e forse più insidiosa: coloro che negano
l’esistenza stessa della verità oggettiva”.
“L’astronomia – ha anche detto Leone – occupa un posto
particolare in questa missione. La capacità di contemplare con
meraviglia il sole, la luna e le stelle è un dono concesso a
ogni essere umano, indipendentemente dalla posizione sociale o
dalle circostanze. Risveglia in noi sia un senso di stupore che
un salvifico senso delle proporzioni”, “il cielo notturno è un
tesoro di bellezza accessibile a tutti, ricchi e poveri, e in un
mondo così dolorosamente diviso, rimane una delle ultime fonti
di gioia veramente universali. Tragicamente, anche questo dono è
ora minacciato”.
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Fonte Ansa.it