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Esplosione a Roma, nei prossimi giorni i primi indagati

Calano i livelli di diossina e il quartiere romano del prenestino torna lentamente alla normalità, ma nuovi sviluppi giudiziari si affacciano sulla vicenda dell’esplosione del distributore di carburante avvenuta due giorni fa in via dei Gordiani, nella capitale, dovuta ad una fuga di gas nel deposito di gpl. Nei prossimi giorni arriveranno le prime iscrizioni nel registro degli indagati per l’inchiesta della procura: nel fascicolo al momento si ipotizzano i reati di disastro colposo e lesioni ma gli inquirenti potrebbero valutare anche reati ambientali. In settimana verranno ascoltati i testimoni, a cominciare da chi era al distributore in quei momenti: su questo aspetto, per ricostruire quanto avvenuto saranno fondamentali le analisi delle telecamere presenti nella zona che potrebbero avere immortalato le fasi precedenti allo scoppio. 

La fuga di gas, stando alle prime testimonianze sul posto, sarebbe avvenuta dopo un incidente che potrebbe essere stato provocato da un’autocisterna nella fase di rifornimento. Qualcuno, nei primi momenti, aveva ipotizzato l’urto di una conduttura da parte del mezzo e, poco dopo, i vigili del fuoco hanno parlato “un’esplosione conseguente a un ‘blif da gpl’, ovvero un malfunzionamento dell’impianto del gas. Le cause di quanto accaduto sono ancora da verificare, almeno nei dettagli, e su questo fronte ulteriori chiarimenti arriveranno dall’informativa che sarà inviata agli uffici di piazzale Clodio. Intanto gli abitanti della zona tirano un respiro di sollievo. Il direttore della protezione civile di Roma Capitale, Giuseppe Napolitano, ha rassicurato che “il cauto ottimismo delle ultime ore ha trovato conferma con le rilevazioni Arpa”, annunciando che “i valori di diossina sono entrati nella norma, e questo conferma la bontà delle operazioni dei vigili del fuoco”. Stando ai dati diffusi dall’Arpa Lazio, il campione rilevato dal 5 luglio al 6 luglio, ora è di 0,1 picogrammi per ogni metro cubo, contro il valore di 1 rilevato invece tra venerdì e sabato. Resta la raccomandazione di continuare a lavare accuratamente frutta e verdura prima di consumarli.

Sotto i riflettori resta anche l’evoluzione clinica dei due feriti più gravi ricoverati in seguito all’esplosione, uno dei quali era stato messo in salvo dai carabinieri durante i primi soccorsi e trasportato in ospedale con una pattuglia dei militari, perché diverse ambulanze si erano incendiate durante la deflagrazione. Il primo paziente, che al momento del ricovero aveva ustioni di terzo grado sul 25% del corpo, è stato estubato, mentre il secondo, con ustioni sul 55% del corpo, sarà sottoposto martedì a un trapianto di pelle. La prognosi di entrambi resta riservata. “Le condizioni cliniche generali del primo paziente – spiega la Asl – sono in progressivo miglioramento e la risposta clinica alle cure è da considerarsi positiva”. Meno facile la situazione del secondo ferito, che sarà sottoposto martedì prossimo, all’ospedale Sant’Eugenio, ad una prima operazione che prevede – a quanto spiegato – “il trapianto di tessuto cutaneo da donatore, seguito da una complessa serie di procedure di innesto”.

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Fonte Ansa.it

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