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David Leavitt, mi sento vicino al popolo ucraino

(ANSA) – ROMA, 13 MAR – “E’ una tragedia, è terribile. Quando
apro il giornale ogni giorno ho paura. Non ho nessuna autorità
per parlare di questa cosa. Ho un tipo di reazione emotiva, di
cuore e pancia. Mi sento vicino al popolo ucraino. Putin non ha
una faccia e un’espressione umana”. Lo dice all’ANSA lo
scrittore americano David Leavitt, che parla piuttosto bene in
italiano e vorrebbe tornare a vivere in Italia dove è stato per
anni, soprattutto a Firenze, al suo arrivo a Libri Come
all’Auditorium Parco della Musica di Roma dove il 13 marzo si
chiude la Festa del Libro e della Lettura. “Devo dire che ci
sono aspetti di questa situazione che non vengono riportati nei
giornali. Ho un amico scrittore nigeriano che mi ha raccontato
che in Ucraina ci sono 4 mila giovani studenti nigeriani che non
possono lasciare il Paese. Erano alla frontiera con la Polonia
ma non li fanno passare. E poi c’è una specie di industria delle
madri surrogate con bambini tenuti nei sotterranei” afferma lo
scrittore. E pensa che “il conflitto si potrebbe allargare. Dopo
gli anni terribili di Trump, la pandemia è arrivata la guerra.
    Io ho 60 anni ma sono preoccupato per i miei studenti, crescere
in questo mondo è terribile. E’ come la seconda guerra mondiale.
    Adesso siamo troppo traumatizzati ma penso che questo porterà a
una nuova ondata di creatività nella letteratura e nell’arte”
spiega Leavitt di cui è tornato in libreria per la casa editrice
Sem il suo primo romanzo ‘La lingua perduta delle gru’, uscito
nel 1986. Ora lo scrittore sta lavorando a un nuovo libro, “un
romanzo storico ambientato alla fine dell’Ottocento sul mondo
della teosofia e parapsicologia. Non sono molto religioso e
spirituale ma trovo molto affascinante questo mondo. E’ un libro
su Madame Blavatsky di una famiglia aristocratica russa, molto
famosa in India” annuncia lo scrittore. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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