
(ANSA) – ROMA, 01 FEB – Il primo giorno ‘giallo’ per il Lazio
non fa cambiare di molto il panorama diurno del centro di Roma,
con sfilze di serrande che continuano ad essere abbassate. Secondo una stima della Confesercenti dall’inizio della pandemia
qui “hanno chiuso già 3.500 attività commerciali circa, il 10%
del totale”. “La zona centrale di Roma è la più colpita dall’assenza dei
turisti, dallo smart working e dai blocchi che si sono
susseguiti, stimiamo che abbiano chiuso i battenti circa 3500
attività commerciali dall’inizio della pandemia, sulle 35 mila
complessive, il 10% – sostiene il presidente della Confesercenti
locale Valter Giammaria -. Passeggiando per il centro durante la
settimana e non solo nei weekend di sole, si nota come
importanti strade siano quasi vuote”. Tra quelle più colpite
indica via Nazionale, via Frattina, via della Vite, Corso
Vittorio.
“Se continua così il centro di Roma rischia di diventare un
deserto”, il suo allarme. Allargando lo sguardo alla Capitale
intera, “già a fine anno rischiamo di perdere il 30-35% delle
attività, insieme a centinaia di migliaia di dipendenti”.
Quanto alle perdite economiche, “se in centro nel 2020 sono
state del 70-80%, in periferia non è andata molto meglio: in
media -40-50% degli incassi rispetto all’anno precedente”. “Si pensa alla lotteria degli scontrini e non si pensa alle
attività produttive che hanno bisogno di sgravi fiscali
consistenti, contributi agli affitti e blocco degli sfratti –
l’affondo di Giammaria -. Oltre a livello economico è anche una
questione di sicurezza: ricordiamoci che quando i negozi sono
chiusi la città è buia, se muore il commercio muore la città”.
(ANSA).
Fonte Ansa.it