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Acca Larentia, ‘non sussiste pericolo ricostituzione partito fascista’

“Non vi è dubbio che ‘la chiamata del
presente’ e il ‘saluto romano’, siano inquadrabili nell’alveo
dell’art. 5 della Legge Scelba; si tratta certamente di un
rituale immediatamente e notoriamente idoneo ad evocare la ‘liturgia’ delle adunanze fasciste e il regime conseguentemente
instaurato. Tuttavia, come precisato dalla Suprema Corte, non
basta per ritenere sempre e comunque configurato il reato,
poiché è necessario appurare, in concreto, la sussistenza di
elementi di fatto idonei a dare concretezza al pericolo di ’emulazione’ insito nel reato”. E’ quanto si legge nelle
motivazioni con cui il gup di Roma il 20 febbraio scorso ha
prosciolto 29 persone coinvolte nell’indagine sui saluti romani
ad Acca Larentia nel gennaio del 2024. Per il giudice nel caso in esame il pericolo di
ricostituzione del partito fascista è, in concreto,
insussistente”. Nelle motivazioni si afferma, inoltre, che “dall’analisi degli elementi descrittivi del fatto, non emerge
che la riunione, attraverso l’utilizzo della simbologia di
matrice fascista, abbia inteso diffondere contenuti
riconducibili a odio razziale, o a discriminazione etnica o a
propaganda suprematista”.
   

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Fonte Ansa.it

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