
“Trieste è l’unica città italiana
che ha un campo di concentramento che ha avuto anche un forno
crematorio funzionante, certamente perché allora apparteneva al
governo tedesco. Però, a maggior ragione perché noi siamo anche
meta di viaggi della memoria, abbiamo la responsabilità di
essere una città nella quale siamo in prima linea
nell’antisemitismo e in prima linea nel dialogo che vogliamo
portare avanti a 360 gradi”. Lo ha detto il vescovo di Trieste,
monsignor Enrico Trevisi, a margine dell’incontro promosso dalla
Diocesi di Trieste nell’ambito della Giornata per
l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed
ebrei. Il riferimento è al Monumento nazionale della Risiera di
San Sabba, che, ha sottolineato, “non può restare un museo”, ma
deve essere testimonianza.
“Questo – ha aggiunto monsignor Trevisi – non ci fa venir
meno anche all’esercizio delle nostre visioni riguardo a quello
che sta succedendo in Palestina, ma anche essere molto attenti e
prudenti per tutto quello che questa nostra storia locale ci ha
insegnato e cioè come può sfuggire di mano la situazione e
arrivare a trovare dei capri espiatori che sono poi dei popoli
ai quali si addossano le cose più brutte fino ad arrivare agli
stermini”.
All’incontro è intervenuto anche il rabbino capo di Trieste,
Alexander Meloni: “C’è un allarme antisemitismo nel nostro Paese
e in Europa – ha detto – c’è una forte preoccupazione per
l’antisemitismo, che si è risvegliato e di cui è stata liberata
la parola. Penso che sarà molto difficile ammutolirla. E’ vero
che il 27 gennaio è il Giorno della memoria: penso però che se
continua così questo Giorno della memoria finisce per essere un
fallimento”. La gente, ha osservato, “si abitua a pensare un
giorno all’anno a questo, ad avere buoni sentimenti e
stranamente poi non ha più effetti sul resto dell’anno il Giorno
della memoria dovrebbe essere elaborato in modo diverso:
dovrebbe essere preparato 364 giorni prima e quest’ultimo giorno
quasi essere la conclusione di un percorso, invece viene spesso
pensato come l’inizio di un percorso che comunque non comincia
mai. Quindi per cui questo Giorno della memoria mi pone molti
interrogativi”.
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Fonte Ansa.it