
La visione di Pordenone Capitale
italiana della cultura 2027 si fonda, fin dalla candidatura, sul
principio che l’arte e la cultura non sono un settore isolato,
ma una leva trasversale di sviluppo e coesione. Il dossier
Pordenone 2027. Città che sorprende declina questa visione in
oltre 50 progetti che attraversano ambiti diversi — dalla
formazione alla rigenerazione urbana, dal turismo al welfare —
tutti accomunati dall’idea che investire sulla cultura
significhi investire sulla qualità della vita dell’intera
comunità. È in questa cornice che si inserisce “La Cultura che
Cura”, un progetto pluriennale che esplora il legame tra cultura
e salute, tra arte e benessere della persona. Un progetto che
propone un modo diverso di pensare alla cura — non solo come
trattamento della malattia, ma come attenzione alla persona
nella sua interezza — e che, dopo i primi passi mossi nel 2025,
si svilupperà nei prossimi mesi attraverso un programma di
attività, eventi e collaborazioni.
“L’amministrazione comunale – ha commentato l’assessore alla
Cultura Alberto Parigi – ha scelto di puntare su questo progetto
perché rappresenta pienamente il senso di Capitale italiana
della Cultura: un’iniziativa innovativa, concreta e pluriennale,
capace di mettere in rete istituzioni, operatori e comunità, con
l’obiettivo di lasciare un’eredità duratura. ‘La Cultura che
Cura’ dimostra come la cultura non sia solo un insieme di
eventi, ma un processo in grado di incidere profondamente sulla
qualità della vita. Il progetto coinvolge pazienti, famiglie,
operatori sanitari, studenti e cittadini, attivando pratiche
come la prescrizione sociale, l’arte terapia e la presenza della
cultura nei luoghi di cura. Al centro c’è la persona, non solo
come paziente ma come individuo con bisogni relazionali ed
emotivi: in questo senso, la cultura diventa parte integrante
del benessere. Un progetto che accresce il livello di civiltà
del territorio e che ha contribuito in modo determinante al
riconoscimento di Capitale della Cultura, grazie anche a una
straordinaria partecipazione dal basso”.
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Fonte Ansa.it