
E’ stato completato il primo
raccolto di riso friulano del Consorzio di produttori che ha
deciso di investire su un cereale di antica tradizione in Friuli
Venezia Giulia, ma di cui si era persa la diffusione. “Per
questo primo raccolto sono stati utilizzati 12,5 ettari
distribuiti nei comuni di Porpetto, Camino al Tagliamento, Varmo
e San Vito di Fagagna. Visto l’entusiasmo della domanda puntiamo
a estendere la coltivazione il prossimo anno a oltre cento”, ha
spiegato, oggi a Mortegliano (Udine), il presidente del
Consorzio, Valentino Targato, che guida una squadra formata per
ora da cinque aziende agricole.
La varietà di riso scelta dal Consorzio, che ha sede a
Codroipo, è il Sant’Andrea. “Siamo partiti in cinque ma il
progetto è aperto – ha aggiunto Targato – il nostro sogno è
consolidare un’intera filiera del riso rigorosamente friulana
che possa dare valore e speranza ai contadini della regione e
soprattutto alla prossima generazione di agricoltori”. La
tecnica colturale adottata è in asciutta.
“È una giornata frutto della caparbietà degli imprenditori
friulani e simbolo di come il riso sia un esempio del Made in
Italy”, ha affermato il ministro per i Rapporti con il
Parlamento, Luca Ciriani. Questa sfida parte col piede giusto,
ha sottolineato la presidente dell’Ente nazionale risi, Natalia
Bobba: “Nel segno della salubrità e della sostenibilità, per
contrastare la concorrenza sleale delle importazioni estere”.
Minaccia indicata anche dall’eurodeputato Alessandro Ciriani che
ha stigmatizzato “il dumping di Paesi extra Ue che usano
prodotti chimici nocivi e sfruttano la manodopera, anche
minorile”.
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Fonte Ansa.it