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Pasolini: Vecchioni, un reset per ripartire dalla preistoria

“Il sogno di un reset per
ripartire dalla preistoria”, le “scelte demenziali che chiamiamo
progresso con il sentimento di una crescita ugualitaria conforme
alla natura”. Sono alcuni dei passaggi del ricordo di Pier Paolo
Pasolini di Roberto Vecchioni pubblicato oggi dai quotidiani del
Gruppo Nem. Vecchioni sarà domani a Casarsa della Delizia
(Pordenone) per tenere una lectio dal titolo “Pasolini, poeta
dell’universalità umana”.
    Il cantautore e scrittore definisce Pasolini il “più
intricato, enigmatico, divisivo intellettuale del nostro
Novecento, a volte contorto, oscuro, persino ossimorico,
dilagante in ogni forma espressiva possibile, dal romanzo al
racconto al pamphlet, al cinema al teatro, al giornalismo, ai
versi friulani”. Un uomo animato da “una febbre inguaribile alla
ricerca ovunque e comunque di un “ubi consistam” universale,
sempre più impossibile nel divario, nel baratro prodottosi tra
natura e cultura borghese attuale”. Ricorda poi “Poesia in forma
di rosa”, il “lungo sfogo poetico di cinque dolori, di cinque
fallimenti suoi e di tutti, un’analisi spietata dell’essere pro
o contro il progresso che è comunque inevitabile imbuto verso la
fine della civiltà. E il sogno di un reset per ripartire dalla
preistoria”. In particolare, nella “Supplica a mia madre”
Vecchioni intravede la “maternità eterna” che è una “legge
d’amore che abolisce distinzioni, ci fa come gli altri, tutti,
attutisce le scelte demenziali che chiamiamo progresso con il
sentimento di una crescita ugualitaria conforme alla natura”.
   
   

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Fonte Ansa.it

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