
“Non dobbiamo permettere che
l’egoismo diventi normalità, non dobbiamo abituarci all’idea che
aiutare gli altri sia qualcosa di eccezionale. Perché una
società smette di essere davvero umana quando le persone
iniziano a pensare soltanto a sé stesse”. Lo ha detto Giovanni
Musso, presidente nazionale Fidas (Federazione italiana
associazioni donatori sangue), al termine della tre-giorni del
64/o Congresso Nazionale organizzato dall’Afds Pordenone (Ass.
Friulana Donatori di Sangue).
Un evento nel corso del quale sono stati affrontati numerosi
temi come la sostenibilità del sistema sangue, la promozione del
plasma, passando per Terzo Settore, formazione, giovani,
identità federativa e prospettive.
Musso parlando dal palco montato in piazza XX Settembre ha
sottolineato la “solidità e la capacità della Federazione di
affrontare con consapevolezza le sfide del presente e del
futuro”. Rivolto ai ai donatori presenti ha evidenziato che “in
un tempo che spinge all’ individualismo, voi scegliete la
solidarietà, scegliete legami invisibili ma fortissimi. Ed è
forse proprio questo il messaggio più importante che oggi parte
da questa piazza”.
Musso ha anche rivolto un pensiero al 50/o anniversario del
terremoto in Friuli: “Questa terra sa bene cosa significhi
rialzarsi, trasformare il dolore in forza, la paura in comunità,
le ferite in ricostruzione. Il Friuli ha insegnato all’Italia
che una comunità unita può rialzarsi senza perdere la propria
anima”. Infine ha invitato donatori e giovani a impegnarsi per
un’idea di società migliore. “Difendere la donazione volontaria,
anonima e gratuita significa difendere la dignità umana,
ribadire che il sangue non è una merce”.
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Fonte Ansa.it