
Nuovo tavolo al Mimit
sull’aggiornamento dello stato di avanzamento del progetto
industriale di Innoway, la joint venture tra il gruppo Msc e
Innofreight produttrice di vagoni ferroviari subentrata alle
attività dello stabilimento triestino precedentemente gestito
dal gruppo finlandese Wärtsilä.
Nel corso dell’incontro, – si legge in una nota Mimit –
l’azienda ha confermato gli impegni previsti nel piano
industriale – che sarà pienamente operativo entro il 2027 – in
materia di investimenti e ha illustrato lo stato di avanzamento
del processo di riorganizzazione sul fronte occupazionale. La
società ha altresì comunicato la nomina del nuovo amministratore
delegato, Giorgio Bobbio, e la realizzazione di una
riorganizzazione manageriale volta a garantire maggiore
efficienza nella gestione del piano di rilancio.
Il ministero, che tornerà ad incontrare le parti coinvolte a
fine marzo, ha apprezzato i passi in avanti compiuti
dall’azienda e continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione
della situazione, supportando il percorso di rilancio e concrete
azioni a favore della stabilità occupazionale.
Elencando i risultati raggiunti, Innoway ha spiegato che sono
170 i carri ferroviari prodotti nei primi 6 mesi di attività e
600 quelli che si conta di costruire nel 2026; circa 90 i
dipendenti impiegati finora nello stabilimento. Confermato
inoltre il programma di reinserimento di tutti dipendenti
previsti (circa 260).
Per la Regione Fvg le priorità ora sono il dialogo con i
lavoratori e gli inserimenti: “E’ necessario implementare
strumenti che favoriscano una più efficace e trasparente
comunicazione tra l’impresa e le maestranze”, ha detto
l’assessora al Lavoro, Alessia Rosolen. “La Regione è pronta a
valutare la compartecipazione al contratto di sviluppo che
l’azienda presenterà nella prossime settimane”, ha poi aggiunto
l’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini.
Fim, Fiom e Uilm Trieste hanno segnalato ritardi di fornitura
di componenti da parte della filiera di alcuni fornitori, che
produrranno un maggior ricorso alla Cigs per la forza lavoro
attualmente impiegata, e un allungamento dei tempi del
completamento del piano industriale con la fase 2 spostata al
2029. Per Usb “molti aspetti risultano ancora provvisori, con
lavorazioni in spazi non adeguati, carenze di attrezzature,
incertezza sui tempi di completamento degli impianti e una
produzione che non ha ancora assunto una dimensione
strutturata”.
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Fonte Ansa.it