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I consigli dell’Arma agli anziani per difendersi dalle truffe

“Quali sono oggi le modalità più
diffuse utilizzate dai truffatori per colpire gli anziani, e
come si è evoluto il loro modo di agire con le nuove tecnologie
e i social network?” E’ la domanda dalla quale parte una sorta
di vademecum dei Carabinieri, impegnati nella difesa degli
anziani dalle truffe, fenomeno nazionale che a Trieste è
significativo.
    Dunque, tra le più comuni “trappole” ci sono: 1) truffa dei
finti Carabinieri (altre forze dell’ordine,finto avvocato); del
finto nipote; finti rappresentanti compagnie di fornitura; e poi
truffe online e del call center. Di recente si sono verificati
anche tentativi di truffa telefonica con banditi spacciatisi per
alti ufficiali dell’Arma, con grado, nome, cognome e immagine
del Comandante della Legione Carabinieri Fvg e del Comandante
Provinciale; hanno utilizzato numeri WhatsApp con immagine del
profilo falsificata per chiedere soldi o invitare la persona in
caserma, lasciando la casa incustodita. L’attività preventiva
degli ultimi mesi ha però evitato conseguenze: le persone,
insospettite, hanno chiamato il 112 chiedendo conferma.
    La prevenzione: fermo restando il contrasto, sono in corso
campagne informative con l’azienda di trasporto pubblico (con
spot informativi su tutti i bus e su un Ledwall in via Carducci
con messaggi e consigli); con gli Enti locali con conferenze,
seminari e incontri in biblioteche, parrocchie e centri di
aggregazione in città e provincia; con una nota società di
torrefazione che ha permesso l’esposizione in circa 200 pubblici
esercizi di Trieste e provincia di locandine con le regole da
seguire per difendersi e i numeri da chiamare. I Comandanti di
Stazione svolgono periodici incontri formativi in luoghi di
culto, sedi comunali e strutture assistenziali o ricreative per
anziani, con distribuzione di opuscoli, anche in lingua slovena,
e poi mantengono contatti con i direttori di istituti di credito
e uffici postali, per condividere informazioni, sviluppano
collaborazioni con organi di informazione e istituzioni locali
per sensibilizzare l’opinione pubblica. Sono state realizzate
locandine, affisse nelle caserme e in frequentati luoghi di
ritrovo. I consigli agli anziani — e loro familiari — per
difendersi: diffidare delle apparenze e non aprire la porta a
sconosciuti; ricordarsi che Carabinieri e Forze dell’ordine non
chiedono mai denaro per assistere i cittadini; contattare le
compagnie di forniture ai numeri di telefono presenti sulle
bollette (non a numeri forniti da sconosciuti); non firmare
contratti sui quali si nutrono sospetti e chiedere sempre
consiglio a persone di fiducia; non fornire mai dati bancari o
documenti personali; in caso di chiamate per incidenti o
emergenze, accertarsi della veridicità dei fatti chiamando il
112; mantenere un rapporto quotidiano con un familiare,
soprattutto se si abita da soli e si è in età più avanzata.
    Infine, quando un anziano si accorge di essere stato truffato,
deve recarsi subito alla Stazione Carabinieri più vicina per
sporgere denuncia. È importante, a tal fine, conservare tutti
gli indizi disponibili: numeri telefonici e/o email ricevute,
descrizione della persona incontrata, foto o video (telecamere
sorveglianza, chat, ecc).
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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