
“L’importante è educare chi ancora
non è consapevole”. Lo ha detto Gino Cecchettin, padre di
Giulia, la giovane studentessa padovana vittima di femminicidio
nel novembre 2023, intervenendo oggi a Officine Giovani di
Udine, dove ha incontrato ragazze, ragazzi e realtà del
territorio.
“È bello vedere un Comune attivo nella lotta alla violenza di
genere – ha aggiunto -; spesso il problema è che queste attività
parlano a un pubblico già sensibile. La sfida vera è arrivare a
chi non ha ancora sviluppato questa consapevolezza per educare
al rispetto e alla responsabilità anche chi rischia di restarne
escluso”.
L’appuntamento, dedicato a riflessione, ascolto e confronto,
si è svolto nello spazio del Comune che da anni opera come
presidio educativo e culturale. Le associazioni che lo animano
hanno presentato progetti di prevenzione rivolti ai giovani. Tra
questi ‘RispettAmi’, percorso di educazione ai sentimenti nato
dall’Istituto Zanon di Udine in collaborazione con la Biblioteca
Civica Vincenzo Joppi e dedicato alla memoria di Nadia Orlando,
ex allieva e vittima di femminicidio nel 2017.
“Officine Giovani non è soltanto un luogo di incontro – ha
spiegato l’assessora alle politiche giovanili e pari
opportunità, Arianna Facchini – ma un presidio sociale che,
attraverso progetti concreti, lavora sulla coesione. Di fronte
ai femminicidi che hanno colpito la nostra comunità, da Nadia
Orlando a Giulia Cecchettin, il Comune sente la responsabilità
di essere in prima linea: con percorsi educativi e con strumenti
come il centro antiviolenza Zero Tolerance, una delle poche
strutture comunali in Italia. La visita e le parole di Gino
Cecchettin ci ricordano che questo lavoro non è mai abbastanza e
che dobbiamo continuare a investire energie e risorse”.
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Fonte Ansa.it