
La corsa al green steel incide
sull’attività di Danieli, che negli ultimi 15 giorni ha
finalizzato quattro nuovi contratti tra Thailandia e India.
In Thailandia, come riporta il Messaggero Veneto, il Gruppo
realizzerà per conto di Meranti Green Steel un moderno impianto
basato su Direct reduced iron per la produzione di coils
laminati a caldo green steel, avvalendosi di soluzioni di
energia rinnovabile. La struttura conterrà un impianto di
riduzione con tecnologia sviluppata da Tenova e Danieli, pronto
per la transizione al 90% di idrogeno. In Thailandia l’azienda
friulana fornirà anche un’unità di fusione Digimelter, dotata di
un alimentatore Q-One in grado di processare energia verde, e
una linea di colata e laminazione di bramme sottili per la
massima flessibilità in termini di larghezza del nastro,
spessore e qualità di acciaio. Le restanti tre commesse, come riferisce il quotidiano,
riguardano l’India: Rungta Mines ha commissionato due nuovi
laminatoi al Gruppo di Buttrio (Udine), stabilimenti che si
aggiungono ad altri quattro, due dei quali già realizzati, due
in fase di esecuzione. Gli impianti, per barre e vergelle ad
alta velocità, saranno installati negli stabilimenti di
Dhenkanal e Kamanda Steel. Sempre in India, Tata Steel ha
assegnato un contratto a Danieli Corus per l’aggiunta di una
quarta stufa ai sistemi di soffiatura a caldo esistenti a
Jamshedpur, e all’altoforno 2 a Meramandali, mentre
ArcelorMittal Nippon Steel India ha affidato a Danieli Centro
Maskin l’ordine per un nuovo impianto di ispezione e
condizionamento delle bramme, da installare a Hazira.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it