
La meccanica quantistica ha
ridefinito alcune unità di misura fondamentali nella vita
quotidiana come il chilogrammo e il secondo. Il modo in cui
misuriamo il tempo e la massa non sarebbero gli stessi senza
questa rivoluzionaria teoria che descrive il comportamento delle
particelle infintamente piccole. E’ quanto emerso durante la
conferenza spettacolo “La Scienza dei quanti: dalle rivoluzioni
tecnologiche ai segreti della misura” promossa oggi a Trieste in
occasione dell’Anno internazionale della scienza e della
tecnologia quantistiche.
Organizzato dal Centro internazionale di fisica teorica Abdus
Salam e dalla Scuola internazionale superiore di studi avanzati,
l’incontro ha ospitato il Premio Nobel per la Fisica William
Phillips, in collegamento dagli Stati Uniti, e il professor
Vanderlei Bagnato dell’Università di San Paolo, presente sul
palco.
L’evento, arricchito da dimostrazioni pratiche con laser,
pendoli e voltmetri, ha ripercorso la storia di come la
meccanica quantistica ha portato, nel 2019, a una revisione
fondamentale del sistema di misurazione globale, In quell’anno,
è stato ricordato, il kilo è stato ridefinito in termini di una
delle costanti fondamentali della teoria quantistica, la
costante di Planck, il secondo invece è definito grazie alla
radiazione emessa da un atomo di cesio. Le ridefinizioni basate
sulla meccanica quantistica hanno aumentato la precisione delle
misurazioni e quindi le unità di misura basate su di esse sono
più stabili e meno soggette a variazioni. L’impatto di queste
ridefinizioni incide sulla ricerca scientifica e sulle
applicazioni tecnologiche, come ad esempio la navigazione
satellitare.
L’iniziativa si inserisce nella settimana di eventi dedicati
all’Iyq, in corso a Trieste fino 31 maggio, consolidando il
ruolo della città come polo scientifico di eccellenza.
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Fonte Ansa.it