
La nuova normativa europea sulla
trasparenza retributiva “è scritta male e solleva non pochi
dubbi”. A sostenerlo è Massimiliano Ciarrocchi, direttore
generale di Confindustria Alto Adriatico, che ha espresso il suo
parere nel corso di un dibattito sul tema tenutosi
all’università di Trieste ieri pomeriggio.
“È una recente direttiva europea e l’Italia è tra i primi
Paesi che l’hanno recepita – ha spiegato Ciarrocchi che fa salvi
i principi alla base della direttiva stessa – La norma punta a
superare le differenze di genere nelle retribuzioni nel settore
privato, di fatto rendendo trasparenti le medie per pari
livello. L’intento è quindi di eliminare i divari esistenti e di
promuovere sistemi basati su chiarezza e trasparenza”. Però, “purtroppo la norma è scritta male e solleva non pochi dubbi”.
Se di positivo emerge il richiamo al sistema delle relazioni
sindacali quale strumento per il superamento delle situazioni di
divario retributivo di genere che superi la soglia limite del
5%, elemento per il quale Ciarrocchi esprime il proprio favore, “la norma attuale, così come scritta, contiene elementi che
possono creare difficoltà non banali, oltre al fatto che rischia
di irrigidire il sistema delle retribuzioni”.
Ciarrocchi ha comunque manifestato “un plauso ai giovani
avvocati triestini, che sono stati tra i primi in Italia ad
affrontare il tema”.
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Fonte Ansa.it