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Bloccati a Socotra, “tranquilli ma potremmo avere problemi economici”

Tra le circa 650 persone bloccate
da giorni sull’isola di Socotra (Yemen) a causa degli scontri
tra le forze sostenute dall’Arabia Saudita e quelle dagli
Emirati Arabi Uniti, ci sarebbero un centinaio di italiani e
almeno 5 di questi sarebbero residenti in Friuli. Lo rende noto
il quotidiano friulano Messaggero Veneto.
    “Abbiamo scoperto solo arrivando in aeroporto che la
struttura era chiusa”, ha raccontato al quotidiano Angela
Tirelli, di 59 anni, di Mortegliano (Udine). “Siamo fermi in
hotel da tre giorni. Non sapevamo assolutamente nulla. L’isola è
senza connessioni con l’esterno e non eravamo informati di
quanto stava accadendo”.
    La situazione, comunque, è tranquilla, come ha confermato
anche un’altra friulana, Cinzia Gori, che con il marito Amato De
Monte – ex direttore della Sala Operativa Regionale Emergenza
Sanitaria (SORES) e del reparto di anestesia dell’ospedale di
Udine – è sull’isola dal 28 dicembre. “Qui è tutto
tranquillissimo. Il problema è che siamo in trappola: i voli
sono sospesi e nessuno sa quando riprenderanno”.
    Il gruppo di friulani comprende anche un udinese, una donna
di Cordenons, una di Rovereto e una persona della provincia di
Torino. Hanno creato un gruppo Whatsapp. I turisti bloccati sono
italiani, polacchi, lituani, tedeschi e cinesi, scrive il
Messaggero Veneto. Tirelli ha spiegato che “i locali sono
gentilissimi e anzi preoccupati perché il turismo porta lavoro”,
disponibili ad ospitare i turisti a casa loro.
    “Non possiamo rientrare negli Emirati” ha specificato
Tirelli, l’unico collegamento disponibile è della compagnia Air
Arabia, con partenza da Abu Dhabi, sospeso a tempo
indeterminato. Con il passare del tempo, si manifestano problemi
economici: “Avevamo un budget limitato in dollari. Non è facile
prelevare qui. Prolungare la permanenza a nostre spese, diventa
un problema serio”, teme Tirelli. Le fa eco Gori: “Nella
capitale ci sono solo tre hotel. Cerchiamo di capire se ci
verranno in aiuto le nostre ambasciate”. Scartato il rientro via
mare verso lo Yemen: sono almeno tre giorni di navigazione in
tratti non sicuri.
    “Ci hanno detto che per questa settimana non c’è speranza” di
partire, ha concluso Gori. Perdendo le coincidenze già prenotate
per il rientro in Italia. Gli italiani hanno comunque contattato
l’Unità di Crisi della Farnesina, che sta monitorando la
situazione.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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