
La sfida per il futuro è “rendere
l’intelligenza artificiale più sostenibile e più umanistica.
Oggi si consumano e si producono tantissime tonnellate di
carbonio nell’allenare questi algoritmi: l’impatto ambientale è
enorme, quindi bisogna cercare di trovare metodi e modelli più
sostenibili”. A oggi inoltre “mancano esercizi e allenamenti sui
set di valori etici umani”. Ne è convinta, Francesca Romana
Saule, Growth Hub Lead di Bat, intervenuta questa sera a Trieste
in occasione del quarto appuntamento del format It’s time to
grow digital, promosso da Bat con un focus sul legame sempre più
forte tra il digitale e il processo decisionale democratico.
“L’Ai può portare molto in tutti i campi – ha puntualizzato
il presidente di Bat Trieste, Andrea Di Paolo, introducendo il
talk – il problema è un po’ capire quale è l’etica per poter
utilizzare l’Ai nel giusto modo in mancanza di una
regolamentazione”.
Secondo Saule, per trovare “la giusta normativa per tutelare
i consumatori occorre una triangolazione tra marTech, start up,
ricerca e istituzioni”. “Il futuro si giocherà sulla relazione
di questi stakeholder che più che diventare antagonisti,
dovranno diventare complementari”.
Parlando poi dell’andamento del sito produttivo di Trieste,
Di Paolo ha ricordato, a margine dell’incontro, che “lo
stabilimento è attivo da dicembre 2022 con le prime linee di
produzione per i mercati esteri. Da giugno abbiamo iniziato la
produzione per il mercato italiano e sta andando tutto quanto
secondo le previsioni: abbiamo tre linee di modern oral attive,
stiamo aspettando per il 2024 altre due linee di un altro
prodotto, che arriveranno, e siamo in fase conclusiva
dell’autorizzazione di Aifa per la parte Pharma”.
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Fonte Ansa.it