
(ANSA) – TRIESTE, 29 MAR – Prosegue il potenziamento degli
hub vaccinali in Friuli Venezia Giulia. Oggi, alla Fiera di
Pordenone, è stato inaugurato un nuovo centro dell’Azienda
sanitaria Friuli Occidentale: saranno attive fino a 12
postazioni per inoculare giornalmente – è stato spiegato – oltre
1.300 dosi. “Ad oggi in regione riusciamo a fare 5 mila vaccini
al giorno, nei prossimi giorni potremo arrivare a 7 mila”, ha
affermato il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga. Ma “la
necessità che noi abbiamo” è l’invio da parte del governo “di
personale”.
Anche l’Azienda sanitaria giuliano isontina annuncia
l’apertura a breve di nuovi centri vaccinali: a Cormons, Ronchi
dei Legionari (Gorizia), Muggia, Aurisina (Trieste) e Trieste,
quest’ultimo al Molo IV. E per quanto riguarda ancora
Pordenone, l’obiettivo – ha spiegato il vicepresidente del Fvg,
Riccardo Riccardi – “è l’apertura di ulteriori punti sul
territorio nei prossimi giorni”. Circa il quantitativo di
vaccini destinati al Fvg dei 3 milioni attesi questa settimana,
Riccardi ha ricordato che “il calcolo della proiezione è sempre
intorno al 2%”. Da Fedriga è quindi giunto un invito a mantenere
un coordinamento tra Regioni e Stato per l’approvvigionamento di
vaccini: “Muovendosi autonomamente – ha avvertito – si rischia
di mettere a rischio prima di tutto le nostre Regioni”.
Sulla base delle dosi disponibili e dell’andamento di questa
nuova fase vaccinale che riguarda i vulnerabili e i 79-75enni,
la Regione Fvg valuterà a breve l’apertura delle agende anche
per i 74-70enni, ha annunciato Riccardi. Aumenta dunque il
numero dei coinvolti. Per questo, l’invito delle aziende
sanitarie agli utenti è di non presentarsi con troppo anticipo
all’appuntamento, per evitare assembramenti. Oggi si sono
registrate code all’esterno del centro vaccinale dell’ente fiera
di Udine.
Secondo il report della Regione, su 2.841 tamponi molecolari
oggi sono stati rilevati 257 nuovi contagi con una percentuale
di positività del 9,05%. Sono inoltre 679 i test rapidi
antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 44 casi
(6,48%). I decessi registrati sono 11; i ricoveri nelle terapie
intensive ammontano a 86 (+2) raggiungendo un nuovo picco,
mentre quelli in altri reparti a 680 (+18).
“Uno dei problemi da affrontare col Governo – ha concluso
Riccardi – è la definizione di una regola omogenea rispetto ai
tamponi che si fanno: perché se io cerco il contagio lo trovo, e
più lo cerco più lo trovo, quindi non è possibile che le misure
conseguenti all’andamento dell’infezione siano correlate a un
sistema di sorveglianza e di screening diverso. Siccome noi
siamo una delle regioni che fanno più tamponi, rischiamo di
pagare un prezzo molto alto per questo”. (ANSA).
Fonte Ansa.it