
(di Lorenzo Padovan) Il Milan schianta l’Udinese,
raggiunge provvisoriamente il Napoli (che lunedì può andare in
testa da solo battendo il Pisa) e si porta a una sola lunghezza
dalla Juventus.
La gara è stata a senso unico, con l’Udinese incapace di
opporsi tatticamente e tecnicamente agli avversari. I rossoneri
si sono dimostrati superiori in ogni comparto. I friulani hanno
tenuto – sbandando a più riprese – soltanto un tempo, prima di
afflosciarsi sotto i colpi di un Pulisic letteralmente
scatenato.
Runjaic non recupera Lovric e Bayo e ripiega su un 4-4-2 più
conservativo con Atta ed Ekkelenkamp sulle fasce. Allegri – che
si accomoda in tribuna stampa causa squalifica ed è sostituito
da Landucci – è ancora orfano di Leao, ma anche del lungo
degente Jashari e pure di saracinesca Maignan, sostituito in
porta da Terracciano. Davanti agiscono Pulisic e Gimenez.
Al 3′ il Milan ci prova in contropiede e Pulisic costringe
Sava a rifugiarsi in angolo. I rossoneri alzano il baricentro e
al 19′, grazie a un regalo di Ehizibue, che sbaglia il
disimpegno, vanno a un passo dal vantaggio: Estupinan mette
Gimenez davanti al portiere, ma Sava ipnotizza l’attaccante
messicano e sventa la minaccia. L’Udinese si fa vedere dalle
parti di Terracciano soltanto al 35′ con un traversone di Zemura
che attraversa tutta l’area piccola ma su cui non arriva nessuno
dei bianconeri.
I rossoneri passano in vantaggio al 39′ con un altro gentile
omaggio di Ehizibue che chiude la diagonale e rinvia di testa
debolmente al centro. La palla arriva a Estupian che conclude di
potenza. Sul diagonale si inserisce Kristensen che costringe
Sava a un miracolo d’istinto per scongiurare l’autorete, ma
sulla corta respinta il portiere romeno non può fare nulla sulla
ribattuta da pochi passi di Pulisic.
Runjaic lascia negli spogliatoi uno spento Iker Bravo e si
gioca la carta Buksa, all’ esordio casalingo. Passano pochi
istanti e il Milan mette in ghiaccio la gara: follia di
Karlstrom che non si avvede del recupero di Pulisic da fondo
campo. Lo svedese, cercando un disimpegno, colpisce in pieno
l’attaccante americano, ma Doveri lascia il vantaggio perché la
sfera giunge a Fofana che trafigge un incerto Sava: se anche
avesse parato, ci sarebbe stato un rigore nettissimo da calciare
a favore dei rossoneri. L’Udinese è allo sbando e all’8′ Pulisic
trova la doppietta personale con un contropiede manovrato: il
bomber statunitense, servito da Rabiot, brucia Sava con un
destro sul primo palo. Quando i buoi sono già scappati (sulla
fascia destra dove gli ospiti hanno maramaldeggiato), Runjaic
toglie Ehizibue ed Ekkenekamp, inserendo Rui Modesto e Zanoli.
Dentro anche Zaniolo per Davis. Allegri – che ha scambiato il
desk della sua postazione in un punching ball, nonostante la
serata di assoluto relax – fa richiamare il mattatore Pulisic e
Gimenez, dando spazio a Loftus-Cheeck e Nkunku e poi anche a De
Winter e Ricci, per Pavlovic e Fofana.
Al 33′ ci prova Zaniolo da fuori area: il destro si spegne di
poco a lato. Anche Saelemarkers pochi istanti dopo vuole
iscriversi al festival del gol, ma conclude centrale un rigore
in movimento. Allegri-Landucci regalano allora la standing
ovation a Modric (dentro Athekame). E’ l’ultima emozione di un
match dominato dal primo all’ultimo minuto.
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Fonte Ansa.it