
Si potrebbe definire la rassegna
letteraria con la maggiore varietà anagrafica, con agli estremi
due esordienti: Viola Benedetti, che ha 11 anni, e Vito Anselmi,
che di anni ne ha invece 91. E’ la prima delle due giornate
della terza edizione invernale di Camporosso Racconta dal titolo “In Punta di Parole”. Due personalità che si caratterizzano la
prima per la maturità nonostante la giovanissima età e il
secondo per l’intensità dell’esistenza vissuta.
Viola Benedetti si pone già problemi universalistici: il
libretto che ha pubblicato per Lca Grafiche e Vicinia, ha un
titolo inequivocabile: “Tre mesi per salvare il mondo”. Lei
parla correttamente, come una ventenne, legge molto e da cinque
anni suona il violino.
Vito Anselmi è invece l’autore “La valigia di cartone”
(Gaspare editore), in cui racconta la propria vita. Nato in
Puglia, a Tricase, nel 1934 da una famiglia di contadini, è
arrivato in alto Friuli nel 1955, come carabiniere, portando
pochi oggetti con se, custoditi nella tipica valigia di cartone
pressato. Diplomatosi, lascia l’Arma, e comincia una serie di
esperienze fino a diventare sindaco e più tardi imprenditore
alberghiero, attività che ancora svolge. Con Anselmi – e le
curatrici della rassegna, Ilaria Romanzin ed Emily Menguzzato –
ha presentato il libro anche Francesca Cerno, docente di
Comunicazione all’ Università di Udine e giornalista, nonché
curatrice dello stesso volume. Anselmi è “stato anche un modello
per me perché è una persona saggia e sa stare al mondo”.
Nel pomeriggio è intervenuta infine Erica Barbiani, che di
anni ne ha 48 ed è produttrice cinematografica, story-editor,
scrittrice ed autrice di tre documentari. Barbiani ha
presentato il suo fantasioso libro per ragazzi “Thea e
l’invecchiatore del Dottor LOSS” (Giunti).
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