
Sono passati 60 anni
dall’alluvione del 2 settembre 1965 che mise in ginocchio
Latisana (Udine). Un evento drammatico che si ripresentò anche
l’anno successivo, il 4 novembre 1966, con conseguenze ancora
più devastanti. Martedì la comunità locale rievocherà quei
giorni con un corteo promosso dal comitato Alluvione 60, insieme
all’Amministrazione comunale.
“La nostra memoria vuole rimettere al centro la necessità di
provvedere urgentemente a realizzare le opere di laminazione”,
ovvero di trattenimento temporaneo dell’acqua a monte di
Latisana. “Bisogna mettere in campo la difesa del Tagliamento”,
spiega il portavoce del comitato, Giorgio Mattassi, che
aggiunge: “Siamo stufi di aspettare. Sono passati anni di studi,
di scelte e di rinvii continui”. Quindi, come recita il
manifesto di annuncio del corteo, “è ora di dire basta tutti
insieme”.
Secondo l’ex sindaco e componente del comitato, Daniele
Galizio, la storia del fiume Tagliamento a Latisana è la “storia
di una tragedia annunciata, è solo una questione di tempo. Dagli
anni 70 sono state fatte opere solo a Latisana, che da sole non
possono mitigare il rischio. In caso di tracimazione degli
argini l’altezza dell’acqua raggiunge i secondi piani degli
edifici del centro. Da un lato l’inerzia della politica,
dall’altro la resistenza delle popolazioni del medio corso, ha
fatto sì, fino ad oggi, di non dare risposte a Latisana, che
vede una popolazione di 13mila abitanti sotto scacco”.
“Se dopo 60 anni, con 4 progetti portati quasi a compimento,
non è stato realizzato nulla vogliamo dire che siamo stufi”,
conclude Mattassi. Il corteo è in programma per le 20 con
partenza nei pressi del campo sportivo, zona della rotta
dell’argine dell’alluvione del 65. Nei due eventi del 65-66,
ricorda il comitato, si registrarono 15 vittime; 400 furono le
imprese colpite, 200 le case distrutte e 1.000 gli sfollati.
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Fonte Ansa.it