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‘Voci rosso sangue’, spettacolo sulla violenza sulle donne

(ANSA) – PERUGIA, 06 MAG – “Sulle violenze le prime che
devono essere sensibilizzate sono le donne”: a dirlo all’ANSA è
Martina Pizziconi, attrice teatrale orvietana, da anni
trapiantata a Bologna, che da alcuni mesi sta portando in giro
per i palcoscenici italiani lo spettacolo-concerto “Voci rosso
sangue”, in parte tratto dal libro “Ferite a morte, 10 anni
dopo” di Serena Dandini.
    Uno spettacolo che prende di petto il tema delle violenze
fisiche e psicologiche che quotidianamente le donne sono
costrette a subire. Venerdì sera è andato in scena nella sala
del Carmine di Orvieto, con l’accompagnamento dalla chitarra di
Gabriele Tardiolo.
    “È un progetto che ho fortemente voluto mettere in scena anche
perché io stessa sono stata vittima di stalking, quando ancora
in Italia non si parlava di questo reato”, spiega Pizziconi. Che
attraverso la sua voce narra, appunto, storie di donne
violentate e uccise e lo fa alternandosi con brani musicali di
Mina, Mannoia e Carmen Consoli, interpretati dalla cantante Sara
D’Angelo.
    Lo spettacolo-concerto inizia proprio con l’attrice orvietana
che parla della sua vicenda, per poi proseguire nel raccontare
le violenze subite dalla ragazza iraniana o dalla bambina
africana sottoposta a infibulazione, dalla donna gettata in
fondo a un pozzo e dall’aristocratica ammazzata. Come a
sottolineare che la violenza non conosce ceto o distinzione
sociale.
    “Quando dico che questo spettacolo è rivolto soprattutto alle
donne – spiega Pizziconi – è perché molte scambiano la
sottomissione per amore: mettete gli occhi al vostro cuore e
cercate di riconoscere gli uomini che avete accanto prima che
sia troppo tardi”, avverte l’attrice. Aggiungendo: “Ovviamente
lo spettacolo è motivo di riflessione anche per gli uomini”.
    Pizziconi da molti anni è impegnata, con la sua associazione
Ambaradan, anche nel teatro per ragazzi, portando in scena
centinaia di spettacoli. “Mettere in piedi, in futuro, una
produzione sul tema della violenza adatta ai bimbi più piccoli –
conclude – è un desiderio che realizzerò. Potrebbe essere un
piccolo contributo per far crescere donne e uomini di domani più
consapevoli”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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