
Si è concluso con una condanna a
12 anni di carcere, come chiesto dalla Procura, il processo in
abbreviato nei confronti di un 25enne tunisino accusato, assieme
al fratello 28enne (tutt’ora latitante, per questo la sua
posizione è stata stralciata), del tentato omicidio a colpi di
machete, coltello e spranga, in concorso con altre persone
rimaste ignote, di due senegalesi e un gambiano, avvenuto lo
scorso 11 ottobre a Bologna, nel Parco della Montagnola. Il
25enne, inoltre, una volta scontata la pena, sarà espulso
dall’Italia.
La Gup Roberta Malavasi ha inoltre stabilito che i danni alle
parti civili vengano liquidati in sede civile, disponendo però
una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro a
favore di ciascuna parte.
Secondo quanto ricostruito dell’accusa, dopo una rissa con un
altro gruppo, i due fratelli recuperarono il machete e la
spranga, nascosti nel parco, per poi tornare a scontrarsi con i ‘rivali’. Non trovandoli, però, finito per aggredire le tre
vittime, in realtà estranee alla vicenda. I tre uomini
riportarono ferite guaribili in 15, 35 e 46 giorni. Le
motivazioni della sentenza verranno saranno disponibili entro 60
giorni. Due parti civili erano assistite dall’avvocato Federico
Fischer e Nausicaa Turco.
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Fonte Ansa.it