
Un rifugiato afghano è stato
raggiunto nei giorni scorsi da una misura cautelare di divieto
di avvicinamento disposta dal gip del tribunale di Bologna,
perché accusato di stalking ai danni di una attivista iraniana,
che sarebbe stata perseguitata per le proprie posizioni
politiche.
I fatti risalgono ai mesi scorsi, marzo e aprile, con episodi
valutati dagli inquirenti come minacce sui social e in un caso
anche di persona, in occasione di una manifestazione contro il
regime iraniano in piazza Nettuno, il 26 aprile. L’indagato, che
di lavoro fa il rider, ha fatto il ricorso al Riesame: l’udienza
è stata discussa e si attende la decisione. Secondo il
difensore, Riccardo Camilloni, non si tratta di minacce, ma di
espressioni di dissenso politico.
La misura è stata disposta dal gip Andrea Romito, su
richiesta del pm Stefano Dambruoso. Tra le accuse, oltre alle
frasi sui social, anche i gesti che l’indagato avrebbe rivolto
alla ragazza durante la manifestazione in piazza, mimando il
taglio della gola.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it