
È stata rimandata a data da
destinarsi la mostra ‘Arte proibita’, che parla della censura
nella storia dell’arte e che si sarebbe dovuta aprire il 17
ottobre a Palazzo Albergati di Bologna: lo hanno reso noto gli
organizzatori di Arthemisia, spiegando che la decisione è stata
presa “a causa del protrarsi dei lavori di ristrutturazione che
interessano la sede espositiva già da diversi mesi”. Lavori di
recupero e adeguamento tecnico ai nuovi parametri museali
internazionali che si sarebbero dovuti concludere a settembre,
in tempo utile per allestire l’esposizione, e che invece stanno
richiedendo tempi più lunghi. Arthemisia nega che alla base del
rinvio ci siano le recenti polemiche, come le accuse di
blasfemia da parte di Fratelli d’Italia, “che respingiamo
integralmente in quanto del tutto infondate”, come sottolinea la
presidente Iole Siena. La capogruppo FdI in Consiglio regionale,
Marta Evangelisti, nei giorni scorsi ha criticato in particolare
l’immagine di copertina della mostra, ‘McJesus’, scultura
dell’artista finlandese Jani Leinonen che raffigura il clown e
mascotte del McDonald a grandezza naturale e crocifisso, e il
fatto che l’evento, anche se l’organizzazione è privata, è stato
pubblicizzato sui canali istituzionali di Bologna e
dell’Emilia-Romagna: “alcune opere esposte e la stessa anteprima
pubblicata sul sito – ha commentato Evangelisti – riporterebbero
immagini giudicate dalla cittadinanza come offensive, volgari e
lesive dei simboli religiosi cristiani”. “È l’esatto contrario
della blasfemia, e anzi ne è una denuncia – replica la
presidente di Arthemisia – Chi definisce ‘blasfema’ questa opera
dimostra di avere una scarsa conoscenza dell’arte e di forzarne
la visione per propri fini, che è poi paradossalmente quello che
la mostra vuole dimostrare”. E spiega: “l’opera McJesus di Jani
Leinonen significa questo: il mondo si è allontanato dai valori
importanti, dalla spiritualità e dalla religione, e venera il
consumismo, di cui Mc Donald è l’emblema. Il commercio ha
sostituito i valori spirituali, e l’opera di Leinonen denuncia
con forza questo aspetto, invitando le persone a riflettere e a
tornare a venerare i giusti dei. Spiace sempre imbattersi nella
superficialità, ma noi sosteniamo il progetto con convinzione,
perché la censura è un tema fondamentale nella storia dell’arte
e l’Arte ha come suo scopo primario quello di fare riflettere.
Talvolta gli artisti usano un linguaggio potente per urlare il
proprio disagio esistenziale, ma è il messaggio che conta:
fermarsi all’immagine è inutile e, spesso, pretestuoso”.
Inoltre, aggiunge Iole Siena, “la scelta è esclusivamente di
Arthemisia e non vi è alcun coinvolgimento né del Comune, né
della Regione, né della proprietà di Palazzo Albergati, locatore
degli spazi che ospitano le iniziative di Arthemisia. È una
decisione nostra, che sosteniamo per la grande intelligenza del
concept scientifico e che non vediamo l’ora di condividere con
il pubblico che, siamo certi, ne comprenderà l’importanza e
amerà questa mostra come la amiamo noi”.
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Fonte Ansa.it