
Si è chiusa con successo la tre
giorni di eventi organizzati dal progetto Pentrer (Public
Engagement for the Ecological Transition of Emilia-Romagna),
coordinato dall’Università di Ferrara, sostenuto dalla Regione
Emilia-Romagna e finanziato dal ministero dell’Università e
della ricerca (Mur), che al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka
ha presentato al pubblico internazionale l’ecosistema regionale
di innovazione Ecosister, nato nell’ambito del Pnrr.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del
commissario generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka, Mario
Vattani, e del vicepresidente della Regione Emilia-Romagna,
Vincenzo Colla, che hanno sottolineato il valore strategico
della partecipazione italiana all’esposizione universale e il
ruolo centrale della regione nel campo dell’innovazione
sostenibile.
Attraverso itinerari immersivi, ologrammi, installazioni
multimediali e presentazioni scientifiche, i visitatori hanno
potuto scoprire il modello emiliano-romagnolo di transizione
ecologica e digitale, fondato sulla collaborazione fra
università, imprese e istituzioni. La Via Emilia, insieme
all’asse Roma-Venezia, è stata il filo conduttore di un percorso
simbolico tra Ferrara, Bologna, Modena/Reggio Emilia e Parma,
che ha raccontato la capacità del territorio di coniugare
ricerca, cultura e sviluppo sostenibile.
Il programma ha alternato pitch di giovani ricercatori,
dibattiti con studenti italiani e giapponesi e workshop dedicati
alla sostenibilità nell’agroalimentare, nella mobilità e nei
processi industriali. Ampio spazio anche alla divulgazione, con
oltre trenta video interattivi, quiz, dimostrazioni dal vivo e
prototipi innovativi, tra cui imballaggi sostenibili e soluzioni
di economia circolare.
“Per noi questo appuntamento ha coinciso con un anniversario
importante: 850 anni dalla fondazione del primo Studium di
Modena”, ha ricordato Carlo Adolfo Porro, rettore di Unimore,
sottolineando l’impegno dell’ateneo in ricerca multidisciplinare
e sostenibilità.
L’Università di Bologna ha portato una delegazione di tredici
giovani ricercatori, selezionati tra oltre cinquanta
candidature. «La diversità dei loro ambiti, dalle scienze
biomediche alle discipline sociali, riflette l’approccio
multidisciplinare con cui affrontiamo le grandi sfide globali»,
ha osservato Simona Tondelli, vicerettrice di Unibo, richiamando
l’attenzione sul dialogo interculturale e sul valore della
collaborazione internazionale.
Dal canto suo, l’Università di Parma ha mostrato esempi di
packaging sostenibile, tra cui film commestibili arricchiti con
antiossidanti naturali e manufatti prodotti in 3D con
biocompositi da fonti rinnovabili. «La nostra partecipazione ha
voluto unire ricerca scientifica e applicazioni concrete che
migliorano la qualità della vita», ha spiegato Andrea Prati.
Per l’Università di Ferrara, la sfida è stata anche
culturale. “Italia e Giappone condividono la vocazione
all’innovazione, ma è fondamentale investire nel capitale umano,
perché sono le competenze delle persone a garantire un futuro
sostenibile”, ha affermato Massimiliano Mazzanti, direttore di
Dipartimento e delegato per il Pnrr di Unife.
Con Pentrer, l’Emilia-Romagna ha così mostrato a Osaka un
modello di sviluppo che tiene insieme ambiente, economia e
società, rafforzando il legame con il Giappone e confermando la
sua vocazione a laboratorio internazionale di sostenibilità e
innovazione.
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Fonte Ansa.it