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Sanità: E-R, nel 2026 regione migliora ancora su visite ed esami diagnostici

Le liste d’attesa in
Emilia-Romagna migliorano: nel 2026 il rispetto dei tempi per le
prime visite sale al 77,7% (era il 73,7% l’anno precedente),
mentre per gli esami diagnostici si arriva all’89,2%
(dall’84,3%). I dati, rilanciati dalla Regione vengono dalla
Piattaforma nazionale delle liste d’attesa di Agenas, che
raccoglie 65 milioni di prenotazioni tra gennaio 2025 e aprile
2026. La regione si colloca terza in Italia per percentuale di
prescrizioni che si trasformano in prenotazioni reali nel
servizio sanitario: oltre il 70%, contro una media nazionale del
50%.
    Tra gli indicatori positivi segnalati da Agenas, l’83,1% di
garanzia per le visite urgenti entro tre giorni e il 77,4% per
quelle differibili entro 30 giorni. La Regione registra inoltre
una quota contenuta di prescrizioni in classe P — quelle
programmabili entro 120 giorni — che secondo Agenas è indice di
un uso corretto delle classi di priorità, senza artifici per
diluire i tempi apparenti.
    “I dati presentati da Agenas – sottolinea l’assessore alle
Politiche per la salute, Massimo Fabi – dimostrano come il trend
in miglioramento della Regione Emilia-Romagna siano frutto del
lavoro costante e quotidiano che stiamo mettendo in campo sia
con gli indirizzi di carattere regionale sia con il lavoro delle
nostre aziende sanitarie. In particolare, c’è la necessità di
lavorare sempre di più sulla presa in carico, sulla
appropriatezza della prescrizione delle visite di specialistica
ambulatoriale e delle prestazioni di diagnostica. Su queste
seconde, l’effetto di miglioramento e di raggiungimento
progressivo degli indicatori riconosciuti e determinati a
livello nazionale e regionale è del tutto evidente”.
    A giudizio di Fabi, alla luce dei numeri di Agenas, “il
lavoro che abbiamo da fare è ancora tanto, ma comunque siamo
consapevoli di essere sulla strada giusta”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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