
Contro di lui non c’è alcuna prova, solo mere ipotesi, risultato di congetture, mentre i veri responsabili e colpevoli per la sparizione della figlia Saman sarebbero il fidanzato Saqib Ayoub e la sua famiglia, che hanno creato “un caso” grazie ai media e con l’aiuto del Governo italiano, perché animati da intenzioni in malafede contro l’Islam. Sono le dichiarazioni fatte nei mesi scorsi in Pakistan da Shabbar Abbas, il padre della 18enne uccisa a Novellara nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 e per cui lo stesso Shabbar è a processo davanti alla Corte di assise di Reggio Emilia, insieme alla moglie e ad altri tre familiari, lo zio e due cugini della ragazza.
Le parole dell’imputato, arrestato il 16 novembre 2022, anticipate da Reggionline Telereggio sono in un rapporto degli inquirenti pachistani, relativo al fascicolo sull’estradizione chiesta dall’Italia e ora agli atti del dibattimento. Dalla corte distrettuale di Islamabad è arrivato un primo ok alla consegna del 46enne, anche se Abbas può fare ricorso e l’ultima parola spetta al governo pachistano.
Shabbar, nelle dichiarazioni fatte, si era anche appellato al governo del Pakistan affinché agisse contro “i veri colpevoli” mentre “io e la mia famiglia – ha detto – siamo innocenti, non abbiamo mai commesso un crimine né in Pakistan né all’estero”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it