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Rotte alterate per pescare in aree interdette, 4 barche sequestrate

La Guardia Costiera di Ravenna, con provvedimento emesso dal Gip Corrado Schiaretti su
richiesta della Procura, ha sequestrato in via preventiva
quattro barche da pesca che operavano in aree vietate grazie a
un sofisticato sistema di spoofing, tecnica di falsificazione
dell’identità digitale o telefonica, per eludere i controlli
satellitari. I decreti di sequestro sono stati eseguiti nei
giorni scorsi nel porto di Porto Garibaldi, nel Ferrarese.
    L’indagine, sviluppata nel corso di sei mesi, secondo la
Capitaneria ha permesso di documentare un consolidato modus
operandi degli armatori dei motopescherecci abitualmente
impiegati nella pesca professionale con reti da traina in
coppia. I riscontri investigativi sono stati possibili grazie
all’uso di avanzate tecniche informatiche di polizia
giudiziaria integrate da servizi di osservazione e controllo in
mare e pedinamenti a terra.
    Determinante si è rivelato l’impiego di specifici sistemi di tracciamento gps e di ulteriori strumenti tecnologici. In buona sostanza gli indagati avrebbero predisposto un sofisticato sistema di spoofing per alterare le informazioni trasmesse dai dispositivi satellitari di controllo mediante l’impiego di apparati elettronici appositamente configurati per inviare ai sistemi di monitoraggio dati contenenti coordinate geografiche fittizie. In tal modo, mentre le unità operavano all’interno di aree interdette alla pesca, i sistemi di tracciamento delle rotte avrebbero restituito una rappresentazione completamente diversa della loro posizione facendo apparire i pescherecci in
zone autorizzate alla pesca.
    La falsificazione della rotta uno dei reati contestati ai
comandanti dei pescherecci, avrebbe creato inoltre rilevanti
situazioni di pericolo alla navigazione in un’area di mare ad
alta densità di traffico navale come quella dell’Adriatico
settentrionale. Durante i periodi di osservazione e fino a
maggio, si ritiene siano state immesse sul mercato oltre 850
tonnellate di prodotto ittico pescato per un controvalore
stimabile in circa due milioni di euro.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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