
(ANSA) – BOLOGNA, 03 NOV – Dopo un anno di pausa dovuta alla
pandemia, è ripartita oggi da Bologna l’iniziativa ‘Una Vita da
Social’, campagna educativa itinerante giunta alla 9/a edizione
e realizzata dalla Polizia di Stato per prevenire nei più
giovani i rischi e pericoli della rete, in collaborazione con il
Ministero dell’Istruzione nell’ambito del progetto Generazioni
Connesse.
Il camper multimediale con gli esperti della polizia postale
e delle comunicazioni ha fatto tappa in mattinata in piazza San
Francesco, dove ha accolto (a piccoli gruppi) alcune classi di
scuole superiori della città. Da una ricerca realizzata da
Skuola.net per la campagna della polizia, è emerso che un minore
su tre possiede un account falso, oltre a quello ufficiale, sul
proprio social di riferimento. Un espediente spesso utilizzato
per fare conoscenze senza esporsi (il 26%) o per ‘monitorare’ a
loro insaputa amici (21%), fidanzati (10%), ma anche per
sfuggire dal controllo dei genitori (4%). Dalla stessa ricerca
risulta che sempre un giovane su tre dà molta importanza ai ‘like’ ricevuti dai contenuti che pubblica, e subisce un effetto
negativo sull’umore in caso di scarse interazioni. Dai dati in
possesso della polizia postale e dagli incontri nelle scuole –
spiega una nota – emerge l’importanza delle attività di
prevenzione. Obiettivo della campagna è infatti educare a un uso
consapevole degli strumenti digitali, oltre a sensibilizzare
riguardo episodi di violenza, diffamazione e molestie online, ma
anche sexting e cyberbullismo. (ANSA).
Fonte Ansa.it