
La Fondazione Golinelli di Bologna
presenta dal 6 febbraio al 28 giugno il secondo capitolo della
serie espositiva dedicata alla Collezione Marino Golinelli
(1920-2022), imprenditore, filantropo, ricercatore, amante delle
arti in ogni loro espressione: l’azienda da lui fondata nel
1948, oggi Alfasigma, cresciuta negli anni grazie a investimenti
costanti in ricerca e sviluppo, è una delle più importanti
industrie farmaceutiche del mondo.
Dopo il successo della prima edizione, ‘I preferiti di
Marino. Capitolo II – Opus Mundi’ porta in scena oltre cinquanta
opere che raccontano la curiosità inesauribile del cavalier
Golinelli e il suo sguardo rivolto al mondo e al futuro. La
collezione, nata da oltre trent’anni di viaggi e ricerche
insieme alla moglie Paola Pavirani, raccoglie artisti e artiste
di provenienze diverse e restituisce un panorama multiculturale
di grande attualità. Attraverso le opere – provenienti da
Africa, Americhe, Asia e area del Pacifico, Europa – emergono i
grandi temi che attraversano il nostro presente, dalla
transizione ecologica a quella tecnologica, dai conflitti
geopolitici alle migrazioni, insieme a una riflessione sul
futuro dell’umanità. In mostra, tra gli altri, lavori di William
Kentridge, Ifeoma U. Anyaeji, Lucy Orta e Jorge Orta, Tomás
Saraceno, Ronald Ventura, Bjarne Melgaard, Marcello Maloberti,
Aung Ko, Ashley Bickerton, Abdoulaye Konaté, Charles Ross,
Arcangelo Sassolino, Flavio Favelli e Sissi.
‘Opus Mundi’ è un percorso che intreccia visioni globali e
prospettive intime, offrendo ai visitatori la possibilità di
compiere un viaggio attraverso le geografie e le sensibilità che
hanno nutrito lo sguardo di Marino Golinelli, un luogo di
confronto e apprendimento. Il progetto apre spazi di dialogo con
le nuove generazioni grazie ad attività formative e linguaggi
performativi, dall’arte alla danza, dal teatro alle tecnologie
digitali. La mostra attraversa idealmente continenti e culture,
mettendo in relazione pratiche e immaginari differenti. Con
questo nuovo capitolo, Fondazione Golinelli rinnova la volontà
di rendere accessibile un patrimonio unico, in cui arte, scienza
e tecnologia “si incontrano come strumenti per comprendere il
passato recente, riflettere sul presente e immaginare il
domani”.
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Fonte Ansa.it