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Mostre: nel Parmense l’età d’oro dell’animalismo italiano

(ANSA) – TRAVERSETOLO, 11 FEB – Il ‘Cavallo in movimento’ di
Ercole Drei, del 1928, è un bozzetto del più monumentale
esemplare della Quadriga che svetta sul Palazzo di Giustizia di
Messina. Drei la realizzò ispirandosi ai cavalli di San Marco a
Venezia per la costruzione dell’edificio, su progetto di
Marcello Piacentini, dopo il rovinoso terremoto della città del
1908. È una delle oltre 100 opere di più di 50 artisti che
potranno essere ammirate da oggi al museo Renato Brozzi di
Traversetolo, Parma, nella mostra ‘Renato Brozzi e la scultura
animalista italiana tra Otto e Novecento’.
    Nell’allestimento va in scena l’età d’oro dell’animalismo
italiano, attraverso i suoi più memorabili rappresentanti: oltre
a Brozzi, Rembrandt Bugatti, Duilio Cambellotti, Guido
Cacciapuoti, Antonio Ligabue, Guido Righetti, Sirio Tofanari,
Felice Tosalli. Curata da Alfonso Panzetta, specialista di
scultura italiana dell’Ottocento e primo Novecento, e da Anna
Mavilla, curatrice onoraria del museo, affronta per la prima
volta in modo unitario, a livello nazionale, questo genere di
straordinaria originalità e bellezza. L’evento rende anche
omaggio a Renato Brozzi (1885-1963), che in questo particolare
filone fu subito in prima fila come esponente di spicco. Non a
caso la mostra è allestita nel museo dedicato allo scultore,
cesellatore e orafo traversetolese definito da Gabriele
D’Annunzio il “più grande animaliere italiano dopo il
Pisanello”. L’esposizione chiuderà il 30 maggio. Informazioni su
www.museorenatobrozzi.it. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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