
(ANSA) – BOLOGNA, 09 NOV – Un presidio del Sindacato generale
di base (Sgb) di fronte alla sede della Regione Emilia-Romagna a
Bologna per denunciare “buste paghe da fame” e salari troppo
bassi per lavoratori e lavoratrici di diversi settori, tra cui
anche i servizi di portineria della stessa Regione, dove un
51enne, in subappalto e in servizio full-time da 18 anni,
lamenta uno stipendio mensile di meno di mille euro al mese,
tredicesima compresa.
L’ultima busta paga – “la più alta degli ultimi mesi” dice –
riporta un netto da 1.048 euro. E denuncia: “Mi hanno detto: ‘se
non ti va bene quella è la porta'”. Il dito del sindacato è
puntato contro contratti nazionali definiti “regolari per la
legge”, perché sottoscritti dai sindacati confederali, ma che di
fatto, secondo Sgb, “contribuiscono al fenomeno del lavoro
povero, con paghe ben al di sotto di 8 euro lordi l’ora”. Si
parla di lavori spesso in appalto e subappalto tanto nel
pubblico quanto nel privato in cui “vengono applicati contratti
sottoscritti da Cgil Cisl e Uil, quindi regolari, in
sostituzione di contratti nazionali più dignitosi sottoscritti
dalle medesime associazioni sindacali”, spiega la sindacalista
Sgb Valentina Delessu.
“Si crea così una sorta di dumping contrattuale tra contratti
sottoscritti dalle medesime organizzazioni”. Nel mirino
contratti come il Safi, “che prevede anche la formula
dell’intermittenza, che è quella utilizzata in Fiera per gli
addetti alla sicurezza, dove alcuni lavoratori percepiscono 5
euro lordi e 4 netti all’ora”.
“Al nuovo governo e a tutti gli enti pubblici chiediamo
innanzitutto di istituire un salario minimo universale di 12
euro lordi l’ora – dice il coordinatore nazionale di Sgb Massimo
Betti – ma anche di non accettare più appalti e subappalti con
salari che stanno sotto a questa cifra anche se sono regolari,
perché il problema è che il lavoro povero in Italia è regolare”.
Appuntamento al 2 e al 3 dicembre per scioperi e manifestazioni
nazionali a Bologna, Roma e altre città d’Italia. (ANSA).
Fonte Ansa.it