
La proroga di sei mesi della cassa
integrazione per i lavoratori dello stabilimento Inalca di
Reggio Emilia distrutto dal maxi-rogo di febbraio 2025. E’
quello che verrà chiesto al ministero del Lavoro alla luce di
un accordo-quadro sottoscritto dall’azienda, dai sindacati
confederali, da Federprima e Confindustria Emilia al termine del
tavolo di salvaguardia occupazionale convocato dalla Regione. La
richiesta, che sarà avanzata ai sensi della Legge 199 del 2025,
punta a estendere l’ammortizzatore sociale – in scadenza il 9
febbraio – fino al 9 agosto 2026, La proroga, spiegano dalla Regione, riguarda 165 lavoratori
per i quali la proprietà aveva annunciato esuberi. L’intesa
utilizza un decreto già applicato in Emilia-Romagna in altre
situazioni, come nel caso de La Perla.
L’accordo conferma anche le misure di sostegno – mezzi di
trasporto e altri servizi relativi al cambio di sede lavorativa
– per chi nei mesi scorsi aveva accettato il trasferimento
presso altri stabilimenti Inalca, principalmente a Piacenza e
Castelnuovo Rangone, nel Modenese. .
“L’accordo – dice l’assessore regionale al lavoro Giovanni
Paglia – rappresenta una tutela per 165 lavoratrici e
lavoratori, per i quali è scongiurato il licenziamento.
L’accordo di oggi è frutto anche della disponibilità al
confronto tra proprietà e sindacati. Come Regione assicuriamo
la massima disponibilità ad affiancare le parti nella ricerca di
una soluzione positiva”.
Quello avvenuto in Regione, osservano la Flai-Cgil, la
Fai-Cisl e la Uila-Uil di Reggio Emilia è un “passaggio
importante e positivo, avendo delineato una cornice di
interventi alternativi al licenziamento collettivo unilaterale
precedentemente prospettato” dall’azienda alimentare emiliana.
Tuttavia, argomentano i sindacati, “rimangono definire in
concreto tutti gli aspetti essenziali connessi alla vertenza in
atto che saranno affrontati a partire dal 23 gennaio”. Per
questo, sottolineano, “resta centrale l’impegno del sindacato a
definire un punto di equilibrio complessivo nel quale ogni
lavoratore e lavoratrice possa riconoscersi: la situazione
rimane di estrema delicatezza rispetto ai processi concretamente
in atto”.
E sull’accordo quadro, “soddisfazione”” viene espressa anche
da Inalca che, in una nota, commenta l’accordo “raggiunto col
supporto efficace dell’Assessore alle politiche sociali e con il
contributo costruttivo delle organizzazioni sindacali. Dopo
l’evento che ha distrutto lo stabilimento un anno fa viene
argomentato – l’azienda si è impegnata al massimo per mantenere
i livelli occupazionali e sostenere economicamente i lavoratori.
Purtroppo – conclude Inalca – le attuali difficoltà di mercato
hanno modificato lo scenario e imposto l’apertura di una nuova
fase di gestione e di attenzione ai lavoratori, per garantire le
potenziali ricollocazioni all’interno del gruppo,
riqualificazioni professionali e soluzioni incentivate di
outplacement”.
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Fonte Ansa.it