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In coma dopo pestaggio, arrestato uno degli aggressori per scontare pena

Il personale della Questura di
Crotone ha arrestato Andrei Gaju, cittadino romeno di 38 anni,
uno dei condannati per l’aggressione a Davide Ferrerio, il
21enne bolognese che da allora – era l’11 agosto 2022 – si trova
in coma irreversibile per le ferite riportate. Il giovane era in
vacanza con la famiglia a Crotone e fu vittima di uno scambio di
persona. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un ordine per la
carcerazione emesso dalla Procura generale di Catanzaro, in
quanto l’uomo deve scontare una pena di 5 anni e 4 mesi di
reclusione per tentato omicidio. Condanna divenuta definitiva
dopo la pronuncia in Cassazione.
    Per l’aggressione a Davide, è divenuta definitiva anche la
condanna di Anna Perugino (12 anni), considerata la mandante del
pestaggio, mentre l’esecutore materiale, Nicolò Passalacqua, è
stato già condannato in via definitiva a 12 anni e 8 mesi. E’
stato invece prosciolto Alessandro Curto, l’uomo accusato di
aver provocato lo scambio di persona inviando un messaggio ad
una ragazza.
    Secondo le indagini della Squadra mobile di Crotone,
Passalacqua aveva aggredito Davide dopo essere stato istigato da
Anna Perugino. La donna, quell’11 agosto del 2022, infatti,
aveva organizzato una spedizione per scoprire chi fosse l’uomo
che si nascondeva dietro un profilo social attraverso il quale
faceva la corte alla figlia Martina, all’epoca dei fatti
minorenne. Così, insieme al compagno Andrej Gaju, ad alcuni suoi
parenti ed a Nicolò Passalacqua, si era recata davanti al
Tribunale dove aveva dato appuntamento al misterioso
corteggiatore.
    L’uomo, Alessandro Curto, si era recato all’appuntamento ma,
dopo aver incrociato il gruppo aveva fiutato la trappola e si
era defilato. Quindi aveva inviato un messaggio alla ragazza nel
quale diceva di avere “una camicia bianca”. Subito dopo è
avvenuta la tragedia: casualmente Davide, che indossava proprio
una camicia bianca, incrociò il gruppo e Passalacqua lo aggredì
senza dargli tempo di spiegare.
    Per Martina Perugino, il Tribunale dei minorenni di Catanzaro
aveva disposto la messa in prova per due anni.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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