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Veronica Pivetti al teatro Duse di Bologna in “Stanno sparando sulla nostra canzone”

Una sensuale e spiritosa Veronica Pivetti è la protagonista di ‘Stanno sparando sulla nostra canzone’ black story musicale di Giovanna Gra, in scena dal 25 al 27 marzo (venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle 16) al Teatro Duse di Bologna.  

Siamo in America, nei mitici anni Venti. Anni d’oro e ruggenti. I baci e gli abbracci non sono più sconsigliati, l’epidemia di Spagnola è un lontano ricordo. In ogni pentola, o quasi, frigge quel che passa il convento, ma anche una bella manciata di futuro fresco e incontaminato.

Gli scampati corteggiano le sopravvissute. Le sopravvissute si danno alla pazza gioia e sanno che la speranza è l’ultima a morire. Siamo in pieno proibizionismo, la malavita prospera e con essa un folto sottobosco di spregiudicati. Questa l’atmosfera della nostra storia accompagnata dalla contemporaneità di canzoni fra le più note e trascinanti della musica pop e rock.

Veronica Pivetti veste i panni di Jenny Talento, fioraia di facciata, in realtà venditrice d’oppio by night che finisce col cedere alle avances di un giovane e inesperto giocatore di poker: Nino Miseria, interpretato da Brian Boccuni. La voglia di risorgere, dopo gli anni della pandemia, soffia sulla passione e Jenny si lascia trascinare in un mondo perduto fatto di malavita, sesso, amore e gelosia. Le cose cambiano quando Micky Malandrino il gangster più temuto della città, un visionario dal mitra facile, spacciatore di sentimenti e tentazioni, pretende da Jenny la restituzione di un vecchio debito contratto dal suo amante. Il ruolo di Micky Malandrino è affidato a Cristian Ruiz. Dopo qualche resistenza, la donna cede, ma poi ci ripensa trascinando il pubblico verso all’epilogo in una resa dei conti salata e non più rinviabile, con un finale in crescendo decisamente esplosivo.

Uno spettacolo incalzante, dunque, dalle atmosfere retrò, travolte e stravolte da un allestimento ‘urban’, spolverato dai fumi colorati delle strade di Manhattan, da occhiali scuri, mitra, calze a rete, scintille e canzoni. L’intera pièce, diretta da Gra & Mramor, è l’espressione della travolgente esuberanza di un mondo risorto alla vita.

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