
(ANSA) – BOLOGNA, 20 GIU – Nel 2022 malgrado il conflitto tra
Russia e Ucraina, l’elevata inflazione generata dalla crisi
energetica e la conseguente restrizione monetaria, l’economia
regionale “ha mostrato una notevole capacità di resistenza,
crescendo del 3,7%, in linea con la media nazionale” e con un
Pil che “ha superato di 2 punti il livello antecedente la crisi
da Covid19”. E’ quanto emerge dal consueto ‘Rapporto
sull’Economia dell’Emilia-Romagnaì stilato dalla Banca d’Italia
secondo cui “l’espansione è stata sostenuta soprattutto dai
consumi delle famiglie, aumentati in seguito all’uscita dalle
restrizioni imposte per contrastare la pandemia e anche dagli
investimenti” anche se, viene evidenziato, “l’attività economica
ha perso slancio nella seconda parte dell’anno”.
In base allo studio la ripresa è stata trainata, in
particolare, dai settori dei servizi e dalle costruzioni. “Il
contributo più rilevante all’aumento del prodotto regionale –
viene evidenziato – è arrivato dal terziario” che ha registrato
un +5,5% sul 2021, spinto dalle attività turistiche e ricreative
e dai i trasporti. Nelle costruzioni, invece, “gli incentivi
fiscali per le ristrutturazioni hanno sostenuto la crescita
(+10,2%)” anche se l’incremento è stato “inferiore rispetto a
quello dell’anno precedente”.
Quanto al mercato del lavoro, puntualizza la Banca d’Italia, “lo scorso anno il numero di occupati è cresciuto dell’1,2%,
portandosi a oltre 2 milioni” mentre “il tasso di disoccupazione
è sceso di mezzo punto rispetto al 2021, attestandosi al 5%”.
(ANSA).
Fonte Ansa.it