
Sovraffollamento, caldo, scarsa igiene: “allarmante” è la situazione e “insostenibili” le condizioni di vita all’interno del carcere di Bologna, secondo quanto denunciano Camera penale e Consiglio dell’ordine degli avvocati di Bologna, dopo una visita all’interno dell’istituto penitenziario.
Ad oggi la struttura accoglie 796 detenuti, nonostante la capienza regolamentare sia inferiore a 500 persone. Nella sezione ‘nuovi giunti’. a fronte di una capienza di 20 persone, si contano 38 presenze, di cui solo dieci sono effettivamente arrivati in carcere da pochi giorni.
“La situazione appare ancor più critica se si considera che ogni cella ospita tre detenuti, che vivono in regime chiuso, in palese violazione dell’ordinamento penitenziario per coloro che vi rimangono ristretti fino a fine pena e che, pertanto, dovrebbero ricevere un’offerta rieducativa e di reinserimento sociale”, spiegano gli avvocati. “La condizione di sovraffollamento generale è resa ancora più insopportabile dalla calura estiva”, aggiungono: manca l’acqua fresca e gli unici ventilatori sono posizionati nelle salette socialità delle sezioni. Tra i problemi favoriti da promiscuità e sovraffollamento c’è la diffusione di malattie infettive (soprattutto scabbia e tubercolosi) “per le quali, peraltro, non è previsto un totale isolamento, considerate i numeri delle presenze”. La situazione “risulta altresì acuita dalle precarie condizioni igieniche della struttura, in cui vi sono addirittura sezioni infestate da scarafaggi”, continuano gli avvocati che chiedono un intervento del ministro della Giustizia. “Dobbiamo ricordare che ogni istituto detentivo è un luogo di privazione della (sola) libertà personale e non certo degli altri diritti inviolabili dell’uomo, quali la salute e la dignità”, conclude la nota.
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Fonte Ansa.it