
I raver hanno rifatto lo ‘scherzetto’ a Modena. In almeno cinque mila, alle due della mattina, si sono dati appuntamento a Campogalliano in quello che era un gioiello architettonico, la storica Fabbrica Blu, dove la Bugatti della parentesi italiana ha spento i motori da tempo ed ora si accendono invece i decibel di impianti rivolti verso un pubblico destinato a crescere (l’evento clou pare sia in programma per questa notte). Modena terra di motori ma anche, indirettamente, di decreti legge e probabilmente non è un caso se nei tempi più; recenti il cuore dell’Emilia sia diventato il palcoscenico più; ambito dagli organizzatori di eventi di massa non autorizzati. Perché se il capoluogo della Motor Valley già storicamente ‘pagava’ l’essere posizionato a ridosso dei principali snodi autostradali nazionali, ecco che dal 2022 qualcosa è cambiato, e non poco.
Tutto comincia nel periodo di Ognissanti, oppure più; laicamente di Halloween, di tre anni fa: a poche settimane dall’insediamento del governo di Giorgia Meloni in un’area di Modena Nord, a pochi chilometri dal rave di Campogalliano, migliaia di giovani si danno appuntamento clandestinamente per ‘Witchtek 2K22’ evento di portata europea. Ancora una volta scheletri industriali come base, con tutti i rischi annessi e connessi. Lo sgombero ordinato dall’allora ministro dell’Interno Matteo Piantedosi avviene in modo del tutto pacifico, anche grazie al lavoro svolto dalla prefetta dell’epoca Alessandra Camporota (“Abbiamo usato il giusto rigore ma cercando di tutelare l’ordine pubblico e l’incolumità di tutti”, le sue parole nel 2022). Una volta liberata l’area, la questione diventa fra le priorità del governo, tant’è che il primo decreto legge firmato Meloni è proprio il ‘dl rave’, nato dai fatti di Modena e per introdurre pene più severe nei confronti degli organizzatori di eventi del genere.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it