
(ANSA) – NAPOLI, 31 AGO – Sono accusate di usura, estorsione
e violenza privata, aggravati dall’utilizzo del “metodo
mafioso”, cinque persone residenti nel Casertano, arrestate
stamattina dalla Guardia di Finanza, su ordine del Gip di
Napoli, nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale
Antimafia- Per gli inquirenti gli indagati avrebbero costretto un
imprenditore che aveva contratto un prestito a pagare interessi
usurai pari all’80% e a cedere immobili, per appianare il
debito, per un valore di 300 mila euro. Anche un secondo
imprenditore sarebbe rimasto vittima del gruppo, e sarebbe stato
costretto con la forza a pagare interessi da capogiro.
Nessuno nei due imprenditori ha denunciato gli usurai. In cella è finito il 59enne di Santa Maria a Vico Clemente
Crisci, detto “Semmentone”, già condannato iper associazione
mafiosa in quanto ritenuto organico al clan camorristico “Massaro-Di Paolo”, attivo nei comuni casertani di San Felice a
Cancello, Santa Maria a Vico e zone limitrofe.
In carcere anche i 41enni Andrea Di Caprio e Angelo Crisci, il
37enne Vincenzo Guida e Alessio Biondillo, di 44 anni, anche
quest’ultimo già indagato in passato per reati aggravati dal
metodo mafioso.
I finanzieri della Compagnia di Marcianise che hanno realizzato
le indagini, hanno sequestrato auto, terreni, contanti e quote
azionarie per un valore di 173mila euro, pari agli interessi
usurai percepiti dagli indagati. (ANSA).
Fonte Ansa.it